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Viola, dal Total Kaos un’analisi severa e lucida

basketDopo settimane di silenzio gli ultras della Viola intervengono sulla sparizione della società neroarancio e lo fanno con un documento che vi proponiamo per intero

Ebbene sì, a quasi un mese dalla ormai storica data del 16 Luglio 2007, eccoci ancora qui a dire la nostra sull’ultimo dolore (coronato


dalla non iscrizione a nesssun campionato professionistico) che abbiamo condiviso insieme alla nostra Viola.
Sicuramente qualcuno (o meglio ancora, più di qualcuno) avrebbe sperato in un nostro silenzio, avrebbe goduto ad affermare per l’ennesima volta che i tifosi stanno in
silenzio, avrebbe marciato sopra e sbraitato per l’ennesima volta che la Viola è morta per colpa dell’assenza dei tifosi, puntando particolarmente il dito
su di noi Ultras.
Ed invece come ormai dal lontano 1990 siamo ancora qua a dire la nostra e soprattutto (al contrario di tanti altri) a dimostrare con i fatti la nostra “fedele” vicinanza alla
magica Viola.
Certo non abbiamo sicuramente aspettato il 16 Luglio del 2007 per parlare e cercare di dimostrare a modo nostro, la nostra preoccupazione per quanto riguarda le vicissitudine
societarie della Viola …
… abbiamo invece iniziato a preoccuparci di “queste” vicende societarie già dal campionato di A1 2005-06.
Dopo un inizio esaltante con circa 6000 tifosi al palazzo, che coincideva per pura fortuna, e non come qualche “dirigente” voleva farci credere per meriti tecnico-sportivi e dirigenziali della nuova cordata di imprenditori, con una vittoria ai danni della Benetton Treviso, la situazione è da subito andata a degenerare, sotto ogni punto di vista, ed è da lì che abbiamo iniziato a guardarci intorno per cercare di smuovere un po’ la situazione.
I soci virtuali della proprietà cercavano di rassicurarci indicandoci solamente i problemi sotto il profilo tecnico della situazione … ma c’era qualcosa di molto più grave che covava sotto: la famosa società che doveva nascere dall’era post Silipo, non era mai stata
costituita!
Di conseguenza all’interno della squadra regnava la massima anarchia e confusione, frutto di ruoli e cariche sociali mai definite, in cui ci sguazzavano quell’accozzaglia di mercenari che indegnamente hanno indossato la casacca neroarancio.
Iniziamo quindi ad intraprendere iniziative di sensibilizzazione quali comunicati e striscioni esposti più volte al palazzo. Ma tutto ciò che noi ponevamo all’attenzione dell’opinione pubblica è stato molte volte messo in disparte dagli organi di stampa.
Intanto la Viola, tra il deridere di buona parte d’Italia, disputava il primo campionato VERGOGNOSO della sua storia quarantennale.
Finito il torneo, eccoci nuovamente con la solita storia!
I “soliti” problemi estivi d’iscrizione…
Pensando che la proprietà avesse delle vere e concrete intenzioni di riscatto, abbiamo intrapreso delle iniziative, sotto un sole cocente di giugno davanti la sede del
Consiglio Regionale.
La Curva come sempre aveva risposto presente solo per il bene della Viola.
Il giorno dopo si confermava l’ennesimo salvataggio in extremis della benemerita, grazie a chi non si sa ancora; anche se qualcuno aveva preferito indicare come salvatore
della patria la solita società di “Pasquale Rappoccio e dei 40 ladroni”, oscurando completamente tutto ciò che i tifosi innamorati di Viola avevano fatto
Riparte il campionato… e siamo alle solite. Assoluta improvvisazione nel proporre la campagna abbonamenti (coordinata per altro da personaggi che l’anno prima
avevano dichiarato durante la conferenza stampa testuali parole: -da quest’anno faremo tutto da soli, daremo dimostrazione di ciò che la classe imprenditoriali reggina
sa fare, e con ciò vogliamo sottolineare come da quest’anno non avremo bisogno della collaborazione degli ultras ).
Tra tanto scalpore e assurdità durante quella conferenza stampa, e presi alla sprovvista, decidemmo allora di metterci da parte e di notare in silenzio il lavoro della mitica cordata. Il risultato iniziale sbalordisce tutti: dopo un mese dalla apertura della campagna abbonamenti, i tagliandi toccano già quota 2000 (duemila).
Solo per un attimo credemmo di avere davanti la soluzione di tutti i mali, ma poi venimmo a sapere che sotto sotto, i 2000 abbonamenti venduti, erano frutti di un finanziamento
di 20 piccoli imprenditori, che per aggirare questioni societari , avevano contribuito a comprare “blocchetti” da 100 abbonamenti ciascuno. Così facendo si ebbero 2000
abbonati sulla carta, e “in cassa”, ma non di certo 2000 appassionati di basket, pronti a seguire le gesta dei giocatori in casacca nero arancio.
Ma torniamo a noi … inizia il campionato di Legadue e ciò che vediamo davanti a noi è la poca volontà della rinnovata (solo in piccole parti) dirigenza, di riavvicinare al palazzo, i tifosi rimasti fortemente delusi dall’anno predente.
Questo era il primo segnale che la situazione all’interno della stanza dei bottoni non era per niente cambiata, anzi…
Per questo dopo 16 anni di attività, la Curva decide di non sottoscrivere abbonamenti per conto della Viola ( i più informati sanno che i due gruppi storici della curva,
portavano nelle casse della viola soldi per circa 800 abbonati; 800 “malati di Viola” che non erano certo i 2000 virtuali di cui dicevamo prima).
Anche il campionato di Legadue si conclude in maniera indegna (fortunatamente almeno sul campo c’è stata una “quasi” squadra), ma già da metà del girone di ritorno si notava che qualcosa in seno alla società non andava …
Una nuova crisi di carattere societario era in corso. Noi facciamo sentire la nostra civile forma di protesta … ma dall’altra parte, il nulla!
Si arriva ad oggi e tutti sapete com’è andata a finire.
Negli ultimi due mesi i gruppi della Curva hanno deciso di stare in silenzio. E’ stata una decisione ben ponderata per vedere se i responsabili di questo sfascio avevano la
dignità ed il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, ma come preventivato nulla di tutto ciò è avvenuto.
In questi giorni il Sindaco, profondamente adirato, ha chiamato in causa le responsabilità che ciascun protagonista della vicenda dovrebbe assumersi. Bene! Da Primo Cittadino che vede svanire uno dei simboli storici della città e che ha sempre dimostrato con i fatti la
massima vicinanza alla Viola, non possiamo non essere d’accordo con la sua amarezza. Ma non possiamo accettare che il suo sfogo sulle responsabilità da ricercare in questa triste storia siano solamente da imputare alla Regione ed alla Provincia.
In questi ultimi giorni siamo rimasti delusi anche dal nostro unico capitano Sandro Santoro, che tra tanti colpevoli ha tirato anch’esso in ballo la Regione e la Provincia (mettendo da parte come molti hanno fatto, il contenzioso che la Viola aveva nei confronti della
Provincia, e che la Provincia “per il quieto vivere” ha ultimamente tenuto da parte).
Le responsabilità dei due Enti sono da non sottovalutare, ma ribadiamo che la politica trasversalmente può e deve aiutare lo sport, ma attraverso lo sport non si deve fare
politica!
Negli ultimi anni, purtroppo per noi, si è creata una situazione che vuoi o non vuoi ha portato a far entrare la società Viola all’interno di alcuni giochi di potere.
Secondo Noi le maggiori responsabilità sono di attribuire a chi nel settembre 2005 in quella famosa conferenza stampa, ha preso in giro un’intera città ed un’intera tifoseria… e cioè Rappoccio&Co…
Avevano promesso una società solida, credibile, che desse una svolta alle precedenti gestioni che dal 1997 si erano dimostrate alquanto ballerine sia dal punto di vista
economico che gestionale.
La famosa cordata di imprenditori era iniziata da “diciotto” per poi diventare dodici e un po’ per volta sono diventati sette, poi cinque, poi tre ed infine zero.
Quello zero che rispecchiava il loro reale interesse verso questa gloriosa società.
Già nel febbraio del 2006 esponevamo al palazzo uno striscione in cui c’era scritto:” in A, B, C Noi saremo sempre qua…Voi una cordata di bla bla bla…”
Non pensiamo, né vogliamo vantarci di avere dei poteri paranormali per aver visto, un anno e mezzo prima, una situazione che era sotto gli occhi di tutti.
O meglio, non di tutti… come per esempio buona parte degli organi di stampa.
Organi di stampa e giornalisti del settore che alle nostre infinite provocazioni e alle nostre proteste, hanno sempre preferito continuare a notare soltanto i problemi tecnici;
snobbando più di una volta il nostro punto di vista, e credendo che solo tramite la loro opera di “vicinanza” alla società potevano risolvere tutti i problemi societari.
Non dimenticheremo mai tutti coloro che non hanno mai voluto confrontarsi con noi, nascondendosi sempre dietro le frasi di circostanza. Se solo pensiamo a quei “giornalai”
(così ci piace definire alcuni giornalisti) che ci invitavano a farci sentire ma poi non ci appoggiavano, o a quelli che al nostro invito a sottolineare la nostra protesta ci dicevano che loro dipendevano dalla redazione principale e che non potevano parlare dei tifosi, o a quei giornalisti che si nascondevano dietro una tastiera (vergognosi) e che poi avevano timore di incontrarci o peggio ancora di salutarci, ci viene da pensare che la Viola
è morta anche grazie a loro.
Ma noi non lo diciamo, preferiamo evitare tutte quelle frasi di circostanza, che non fanno parte del nostro repertorio. e preferiamo guardare avanti e sperare in un qualcosa che
faccia gridare di entusiasmo una città intera. Chiediamo al Sindaco ed a tutti quei professionisti che abbiano realmente a cuore le sorti della Magica, la costituzione di una SERIA SOCIETA’ !
Non importa da che serie, ma è fondamentale con quali uomini si parte. Solo con persone competenti e veramente innamorate di basket, di Viola e di Reggio si potrà
costruire un futuro. Solo il tempo ci dirà se si potrà tornare a riempire il PalaCalafiore.
Al momento non ci resta che sperare e per il momento ricordare malinconicamente i magnifici ricordi legati alla vita di Curva, con il Gruppo a fianco della Storica e
Magica… ciao VIOLA!


Total Kaos Reggio Calabria 1990.