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La Fip sbatte la porta in faccia a Reggio. Lo show finisce qua…

basketE' il giorno più nero di oltre mezzo secolo di basket reggino.

Come previsto, il consiglio federale della FIP ha cancellato la NBV dal panorama dei tornei professionistici, e questo dato, dopo il mancato rispetto delle scadenze amministrative, era scontato. Ciò che, invece, non ci si aspettava è che la FIP rigettasse in toto la richiesta formale,


pervenutagli dal Sindaco di Reggio, Scopelliti, di garantire comunque la salvaguardia di un titolo professionistico (una B2, per intenderci) da appoggiare su una società nuova di zecca, con nuovi soci e per la quale, peraltro, più di qualcosa era già pronto. Le vergogne a ripetizione degli ultimi anni ed anche il "gioco di prestigio" già effettuato in occasione del fallimento della Piero Viola nel dicembre del 1997 hanno colmato un vaso che è traboccato in consiglio federale e che, di fatto, cancella quasi 40 anni di vita cestistica reggina, con la squadra cittadina di vertice impegnata sempre dalla serie B in su.

Pensandoci, a mente fredda, è stata la conclusione più ovvia di una farsa che se non fosse squallida sarebbe anche stata divertente, nei suoi sviluppi pirandelliani, tra l'essere e l'apparire.

Una domanda, però, sorge spontanea: se chi aveva il timone in mano sapeva di non essere in grado di coprire da solo il necessario, perchè mai, per tempo e prima di arrivare alla cancellazione, non si è proposto alla Federazione uno scambio di titolo con autoretrocessione? Insomma, perchè, usando un gergo tipico dei giocatori di carte, non si sono "calate" le carte stesse e si è scelto di morire con tutte le carte in mano?

Questo è solo l'ultimo di mille e mille interrogativi che, a questo punto, forse, non ha nemmeno particolare significato porsi…

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