Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina,la maledizione del capitano

Reggina,la maledizione del capitano

Alessandro Lucarelli non è più un giocatore della Reggina. Molti,in città,credevano che il difensore a partire sarebbe stato Salvatore Aronica,richiesto con insistenza dal Napoli,e invece sarà l’ormai ex capitano a cambiare casacca e a indossare quella bianconera del Siena. La storia dei capitani della Reggina è abbastanza strana. Da anni ormai chi indossa la fascia è destinato a lasciare la Calabria e a trasferirsi in altri lidi. La maledizione è iniziata con Simone Giacchetta che nel 99/2000 dopo oltre dieci anni di onorata militanza approdò al Genoa,lasciando i gradi a Massimo Taibi,che dopo la retrocessione  allo spareggio con il Verona non perse tempo e si accasò a Bergamo. La risalita fu immediata e a capo della ciurma c’era Davide Dionigi,per il quale il presidente Foti non seppe resistere alle lusinghe del Napoli che lo portò alle pendici del Vesuvio. Poi toccò a Jorge Vargas,il tempo di godersi la fascia  per una stagione e a fine campionato ebbe il ben servito della società che non gli fece prendere parte al ritiro e lo lasciò ad allenarsi in disparte per un’intera estate. Il successore del cileno fu Francesco Cozza che nonostante fosse l’idolo assoluto della tifoseria fu acquistato dal Genoa per circa tre milioni di euro. Poi arrivò Mazzarri e per la seconda volta i galloni li ebbe uno venuto da lontano ma col cuore profondamente reggino,Santos Batista Mozart,per il quale in estate si scatenò un’asta che alla fine vide prevalere lo Spartak Mosca. Poi toccò a Paredes e Cozza (per la seconda volta). Morale della favola ? A fine stagione il paraguayano firmò per i lusitani dello Sporting Lisbona e il numero 35 finì per tornare  al Siena,detentore del suo cartellino. E poi ? E poi è tutto storia recente,Lucarelli che decide di avvicinarsi a casa e di trasferirsi in Toscana.

 Pasquale De Marte