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Viola, la squadra si ferma e poi riparte (ma Williams no)

basketE' cominciato l'ennesimo conto alla rovescia per la Viola basket.

L'irrisolta questione delle quote – "congelata" da mesi- ha prodotto un prevedibilissimo stallo e la riproposizione della frattura con la squadra già verificatasi l'anno scorso.

Uno dei soci di minoranza (il 59% è, simbolicamente, nelle mani di


Domenico Santoro in attesa che qualcuno si dichiari disponibile a rilevarlo), Pasquale Rappoccio, titolare del 12% delle quote, dopo un paio di Sos nei confronti (falliti) di altre forze economiche, non pare avere risorse necessarie per tamponare la situazione.

D'altro canto gli sforzi encomiabili del gm Barrile – esattamente come quelli profusi l'anno scorso da Santoro- per tenere coesa la squadra non hanno sortito alcun effetto, visto che, clamorosamente, la squadra si è fermata disertando in blocco l'allenamento.

Gli scricchiolii, in verità, si erano già avvertiti da tempo, visto che Williams, autonomamente, si era imposto lo stop da qualche giorno e, qualche settimana addietro, si era convinto a scendere in campo solo a poche ore dalla gara e dietro pagamento delle spettanze.

Ed infatti alla seduta successiva la squadra, pur mugugnando era tutta in palestra salvo Williams che prosegue nello "sciopero bianco".

Il coach Moretti, insieme a Pasquale Iracà, ormai fa fatica ad individuare punti di riferimento, mentre la partita adesso si sposta su altri tavoli.

Dalla Presidenza del Consiglio regionale potrebbe arrivare in tempi brevi un contributo che tamponerebbe la situazione consentendo alla squadra di andare aventi per un pò, anche se altre manovre sono in corso per guadagnare la riva del finale di stagione.

Il dopo, invece, è la solita nube.

Le risorse cittadine paiono spremute, qualche piccolo spiraglio si apre ampliando i confini.

Ma, ovviamente, la condizione per investire, sotto qualunque forma, è l'esistenza di un progetto e la credibilità di chi lo propone.

Cose sulle quali bisognerà lavorare in fretta e, soprattutto, ripartendo da zero.

A condizione, però, che la città faccia comprendere di essere ancora realmente interessata alla Viola. L'interesse della gente non serve per risolvere direttamente i problemi economici, ma è necessario per sollecitare chi volesse farlo.

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