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Roma-Reggina, le pagelle di strill.it

Campagnolo: ha nella reattività la sua dote migliore e la sfrutta al massimo. Para tutto quello che un essere umano può parare: voto 7,5
Giosa: si è tolto da un po’ l’abito di “ragazzino alle prime armi”, ragion per cui non subisce il fascino dello stadio “Olimpico”. Sbroglia qualche situazione pericolosa con buona scelta di tempo: voto 6
Lucarelli: molto bene nella prima frazione, ma nella ripresa le cose si complicano. Sfiora il gol su colpo di testa: voto 6
Aronica: alterna recuperi imperiosi a disattenzioni madornali come quando, al 40esimo del primo tempo, innesca un contropiede giallorosso che per poco Pizarro non concretizza: voto 5,5
Mesto: grande volontà, grande corsa, grande attaccamento alla maglia, ma la precisione nel tocco di palla non gli appartiene. L’occasione che spreca nel primo tempo, sparando a lato, grida ancora vendetta: voto 5,5
Tognozzi: nel primo tempo è bravo a rintuzzare le offensive romaniste e non sfigura nel confronto con avversari più blasonati. Cala notevolmente alla distanza: voto 5,5
Tedesco: se domenica scorsa era stato uno dei più positivi, quest’oggi è invece tra i meno lucidi. Perde il pallone che dopo pochi secondi si trasforma nel 3-0 romanista: voto 5
Modesto: i palloni che tocca in tutto il match si contano sulle dita di due mani. Non essendo sollecitato spesso ha difficoltà a entrare in partita. Lo svedese dal nome impronunciabile, suo dirimpettaio sulla fascia, fa un figurone: voto 4,5
Foggia: stecca la sua grande occasione dal primo minuto. Per intenderci, la sua classe è cristallina, ma la continuità è un optional. Si accende come sa fare solo sul finire di primo tempo: voto 5
Missiroli: avete presente le vignette satiriche della “Settimana enigmistica” che recano la scritta “Senza parole”? Se la risposta è sì, ecco il giudizio sulla prestazione del giovane giocatore amaranto: voto 4,5
Bianchi: si libera al tiro solo una volta e Doni si esalta in tuffo. Troppo poco, comunque, per uno come lui: voto 5,5
Amerini: quando entra in campo, a giochi fatti, non sfigura assolutamente. Un suo gran tiro viene deviato in angolo da Doni. Una mezz’ora più che dignitosa: voto 6
Barillà e Nielsen: una manciata di minuti per entrambi, per la gioia degli amanti delle statistiche: senza voto