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Di Michele:”Se segno non esulto”

Il matrimonio tra Reggina e David Di Michele non sembrava essere nato tra  i migliori auspici nella stagione 2001/2002 quando alla guida degli amaranto c'era Bortolo Mutti,poi esonerato.  La squadra faticava a trovare i risultati,il gioco latitava e il bomber di Guidonia venne relegato in panchina dal tecnico bergamasco come se fosse lui il capro espiatorio di tutto. Arrivarono anche i fischi del pubblico nel corso di uno 0-3 casalingo contro la Lazio che segnò l'epilogo della parentesi Mutti sulla panchina amaranto,prima che l'amore tra Reggio Calabria e Di Michele sbocciasse sotto l'egida di Gigi De Canio prima,Franco Colomba e Giancarlo Camolese poi. Furono due gli anni trascorsi da David a Reggio,entrambi concessi dall'Udinese,proprietaria del cartellino,a titolo di prestito e 18 gol in due stagioni convinsero presto Pozzo e il suo staff a puntare su di lui e a privare la Reggina delle sue ubriacanti serpentine. Di Michele è oggi il punto di forza dell'attacco del Palermo che lotta per la Champions ma dimostra di non aver dimenticato Reggio:"In riva allo stretto sono stato benissimo e ho passato due bellissime stagioni e non nascondo che mi sarebbe piaciuto rimanere qualche anno in più. Non potrò mai cancellare dalla mia mente quei  due anni fantastici e il bellissimo trattamento che mi è stato sempre riservato anche quando sono tornato da avversario. Se dovessi segnare penso che non esulterei per rispettto di quella gente  a cui sono ancora legato o quantomeno proverei a contenere la mia soddisfazione che non potrà essere totale. Però sono un professionista che gioca per il Palermo e che proverà a giocare come meglio sa per difendere i colori della propria squadra,visto che l'impegno non è affatto agevole. La Reggina gioca bene e costruisce  sue fortune al Granillo che è un campo davvero difficile che io conosco bene"