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I segreti del Parma

C’era una volta il grande Parma: quello di Buffon, Cannavaro, Thuram, Crespo. Storia, anzi preistoria della squadra emiliana. C’è adesso il piccolo Parma: quello di De Lucia, Contini, Morfeo e Budan. Un presente certamente meno fulgido, ma pur sempre in serie A. In mezzo a queste due generazioni, tanti guai societari, non ancora del tutto risolti. Alla guida del giovanissimo Parma, un tecnico altrettanto giovane come Stefano Pioli, alla prima esperienza in A dopo le belle cose fatte vedere a Modena, nel campionato cadetto. Per lui e i suoi ragazzi un inizio da brividi: un punto in sei gare, alla prima giornata contro il Torino, prima di rialzare la testa, ieri, contro il modesto Ascoli. Se infatti in coppa Uefa i crociati stanno rispondendo bene, ultima vittoria contro i danesi dell’Odense, in campionato le prestazioni sono state oltremodo deludenti, visto anche un calendario non proprio benevolo in quest’inizio di torneo. Il Parma non è di certo una squadra dall’organico stellare, tuttavia possiede ancora qualche margine di miglioramento, dato che Morfeo, Gasbarroni e Budan, forse i tre uomini migliori a disposizione di Pioli, non hanno fatto vedere di cosa sono capaci. A centrocampo mancherà l’italoaustraliano Grella, diffidato e, dopo l’ammonizione di domenica, appiedato dal Giudice sportivo. Le sorti della linea mediana saranno dunque rette da Ciaramitaro, che in B con il Cesena si è fatto notare anche come discreto goleador, e dal riccioluto colombiano Bolano che svolge egregiamente il classico ruolo di mastino mordi caviglie, ma che non ha né la tecnica, né i tempi per impostare l’azione e trasformarla da difensiva in offensiva. Le note più dolenti per i crociati arrivano però dal reparto difensivo che non dà molte garanzie, essendo il più perforato della serie A. Nel ruolo dei due centrali difensivi, nella difesa a quattro di Pioli, si giocano il posto in tre: Contini, Paci e l’esperto Cardone. Indipendentemente dalle scelte del tecnico, la storia non cambia, quattordici gol subiti in sette partite sono troppi anche per una squadra provinciale e la dicono lunga sulle difficoltà che Pioli sta trovando per far quadrare il cerchio. L’anno scorso al Granillo finì 2-1 per gli amaranto, mentre l’ultima vittoria dei parmensi a Reggio Calabria, risale al 10 aprile 2005, quando la squadra, allora allenata da Carmignani si impose per 3-1. Nonostante abbia raccolto solo un punto fuori casa, il Parma ha realizzato tre delle sue quattro reti totali, proprio lontano dalle mura amiche, inoltre segna con più facilità nel primo quarto d’ora di partita, anche qui la proporzione è di tre su quattro. Mazzarri dovrà dunque raccomandare ai suoi ragazzi di fare attenzione alla sfuriata iniziale dei crociati. Passare il primo quarto d’ora indenni, potrebbe risultare decisivo.