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La linea difensiva della Reggina

fotiLa Reggina si difende.
Parte il processo bis a calciopoli, con il club calabrese che inaugura domani a Roma, davanti alla Caf, il procedimento sportivo del secondo filone dell'inchiesta che ha gia' portato alle condanne di Juventus, Lazio, Milan e Fiorentina. Illecito sportivo l'accusa formulata per i reggini dal procuratore Stefano Palazzi: ma il club e' pronto a dimostrare la sua estraneita'. E alla vigilia anche i legali della societa' si mostrano sereni. ''Qualcuno mi dovrebbe spiegare dov'e' la norma che impediva al presidente della Reggina di telefonare, per motivi assolutamente leciti, al designatore Bergamo'' dice l'avvocato Giuseppe Panuccio, uno del pool difensivo della
societa', confidando nella giustizia sportiva.
   Il legale del club amaranto racconta di essersi sentito rivolgere proprio stamattina da un tifoso della Reggina la domanda se esista una norma che vieta al presidente di una societa' di calcio di telefonare al designatore arbitrale.
'''Perche' se questa norma esiste, allora capiamo – mi ha detto il tifoso, ha proseguito Panuccio – perche' la Reggina e' stata deferita. In caso contrario non capiamo proprio perche' la nostra societa' sia stata coinvolta in questa vicenda'. La mia risposta, ovviamente, e' stata che quella norma non esiste''.
   Panuccio, pur non anticipando i contenuti della strategia difensiva che portera' avanti insieme agli altri difensori, il prof. Franco Gaetano Scoca e l'avvocato Carlo Morace, si dice ''assolutamente certo che la Reggina dimostrera' che le accuse contenute nell'atto di deferimento sono inconsistenti e gia' smentite nei fatti e nelle circostanze che emergono dall'indagine. La nostra, comunque – aggiunge – e' una situazione che richiede molta attenzione perche' sono preoccupato per un quadro generale che vede la Reggina come vittima designata. Al contempo, pero', sono anche fiducioso perche' i giudici davanti ai quali compariremo domani sono persone di altissime esperienza e professionalita' e non credo, dunque, che si lasceranno trascinare passivamente dall'impostazione dell'accusa''.
   Panuccio spiega anche che il suo timore che la Reggina possa diventare ''un capro espiatorio, deriva dall'accostamento del tutto arbitrario che si fa tra la societa' amaranto e la Juventus. "Peraltro qualcuno ci dovrebbe spiegare – spiega ancora il penalista – perche', se ci fosse stato davvero questo rapporto preferenziale, la Reggina abbia dovuto lottare fino all'ultima giornata di campionato per ottenere la salvezza. Se la societa' faceva parte di un certo giro, come in sostanza sostiene l'accusa, allora avrebbe potuto aspirare a qualcosa di piu' concreto, come una Coppa internazionale. Ed invece quella della Reggina e' una realta' che conoscono tutti: un realta' fatta di persone che hanno sempre lavorato, che sudano e che producono anche per gli altri, come e' avvenuto nel caso di Perrotta, diventato un pilastro della Nazionale. Questa e' la
Reggina. Mi sembra proprio una barzelletta pensare ad una Reggina onnipotente''.
   ''La verita' – afferma ancora Panuccio – e' che i rapporti che il presidente Foti ha intrattenuto con Bergamo o chiunque altro, compreso Moggi, sono sempre stati improntati alla massima
correttezza e lealta' sportiva. Da qui la nostra convinzione che il deferimento rappresenti una decisione eccessiva. In ogni caso, alla luce delle sentenze che sono state emesse in precedenza dalla Caf nell'ambito di questa vicenda, ci sono tutti gli elementi ed i presupposti per essere fiduciosi sul buon esito del processo''. Il via domani alle 9: il presidente Sergio Artico, che guidera' la commissione d'appello federale al posto di Cesare Ruperto, dovra' affrontare anche le posizioni di Pieri e Dondarini, gli arbitri che hanno diretto alcune delle partite della Reggina finite sotto inchiesta.(ANSA).