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Il conto è servito, Reggina in A, Messina in B

derbybLa storia, a volte, non perdona.
Nello sport, come nella vita, basta esserci e poi il tempo ti aiuta a presentare il conto.
Era il Giugno del 1985 quando un Messina colpevolmente in vacanza si consegnò
mani e piedi al Barletta, diretta concorrente della Reggina, nell'ultima giornata di campionato, condannando alla retrocessione in C2 gli amaranto, penalizzati dalla differenza-reti.
Eppure non era un Messina privo di qualità, tutt'altro, al pari di quello che, solo quattro anni dopo, offrì ogni stilla di sudore al "Celeste" per vincere il derby (cosa riuscita per 2-1 con doppietta di Schillaci), salvo concedersi con uno scialbo 0-0  (col futuro capocannoniere dei Mondiali misteriosamente in panchina) all'Udinese, regalando ai Friulani la promozione ed agli amaranto lo spareggio, poi perso ai
rigori contro la Cremonese.
Il calcio, se ci sei, se resti a galla, ti dà sempre un'altra opportunità, un'occasione in cui puoi fare saltare il banco in una volta sola, quel banco che vince sempre da anni.


Eh si, perchè, diciamo la verità, da allora le sfide incrociate tra Reggina e Messina hanno regalato ben poche soddisfazioni ai sostenitori amaranto.
Spesso sconfitte, una sola vittoria, qualche spareggio, spesso in casa.
Era scritto che il conto della storia dovesse essere servito in occasione del derby più importante di sempre, era scritto che la Reggina dovesse conquistare il diritto a disputare il suo settimo campionato in serie A proprio contro i giallorossi.
Era scritto che fosse proprio la Reggina a spedire in serie B il Messina, in verità più condannatosi da solo che non dai rivali dello Stretto che hanno solo messo la firma sul ritorno dei "cugini" al piano di sotto.
Dopo 21 anni da quella sera di Reggina-Benevento e Barletta-Messina, la storia ha fatto nuovamente tappa in riva allo Stretto.
Stavolta, però, sorride ai colori amaranto e, siccome le due città si guardano da quasi 3000 anni, necessariamente ha dovuto girare le spalle a quelli giallorossi.