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Reggina-Messina, la storia presenta il conto

tifoTutti lo sanno…ma non si dice…con un punto nel derby la Reggina domenica prossima acquisirebbe la matematica certezza di disputare il settimo torneo di serie A della sua storia.

In città è un fatto noto, ma è una sorta di tam tam mediatico e nulla più.

Troppo forte la voglia di vincere il derby e, contemporaneamente, affossare le residue speranze di salvezza dei rivali d'oltre Stretto (che in verità sarebbero in grosse difficoltà anche con un semplice pareggio).

Il prossimo Reggina-Messina, insomma, nasce all'insegna di una tensione palpabile, già quattro giorni dal match.

Che il calendario avesse giocato alle due tifoserie un brutto scherzo era ben chiaro fin dallo scorso Agosto, ma, in fondo, ognuna sperava di arrivarci senza l'acqua alla gola.

Ad un passo dal traguardo la Reggina, ma con un piede nella fossa il Messina, a condizione che la squadra di Ventura non riesca a fare bottino pieno al "Granillo", perchè, in tal caso, nonostante il ritardo in classifica, ad oggi attestato sulle sette lunghezze, ribalterebbe il quadro psicologico, potendo sfruttare il calendario fortemente favorevole rispetto agli amaranto, senza dimenticare Cagliari e Siena, anche loro ben lontani dall'essere fuori dai guai.

Come detto, alla Reggina potrebbe bastare anche un solo punto,  ma in queste ore le pressioni che la città intera sta scaricando sui giocatori amaranto sono notevoli.

C'è chi ricorda la retrocessione in C2 del 1985, col Messina in disarmo l'ultima di campionato a Barletta (diretta concorrente della Reggina); c'è, invece, chi sottolinea che nel 1989 i giallorossi giocarono alla morte (vincendo grazie ad una doppietta di Schillaci) un derby per loro ininfluente a poche giornate dalla conclusione  chiudendo, invece, su uno scialbo 0-0 (e con Schillaci misteriosamente in panchina) contro l'Udinese, che poi approdò in serie A costringendo la Reggina allo spareggio (perso ai rigori) contro la Cremonese.

Insomma i corsi ed i ricorsi sono numerosi, eppure la tensione si spreca.

Di là per chi sa che è una chiamata senza appello e di qua per chi, invece, ha paura di sprecare il match-ball.