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Crotone a picco sul campo, ma i tifosi primeggiano sugli spalti

Quello che accade sul campo, per adesso, sta regalando poche soddisfazioni. Le dimissioni di Gualtieri non contribuiscono a generare chiarezza ad una stagione che sta assumendo i contorni di un tunnel in cui non si vede l’uscita.

Doveva essere la Serie A dei tifosi, della città e di un popolo che doveva trovare riscatto attraverso le gesta di un prodigio fatto dalla famiglia Vrenna con la promozione in massima serie.

Fino al 23 ottobre non lo è stato, perchè i pitagorici non hanno mai potuto far saggiare il gusto della massima serie alla propria città.

Uno sgarbo che ancora una volta ha sottolineato l’inadeguatezza burocratica ed organizzativa di un territorio che fatica a risolvere gli innumerevoli problemi sociali ed economici che lo attanagliano.

Ma contro il Napoli è andata in scena una vera e propria festa, al di là del risultato.  Per tutta la  giornata si è respirato quel clima di Serie A tanto agognato e mantenuto anche dalla straordinaria atmosfera dello “Scida” che non è stato inferiore al livello in cui si è confrontato.

Tredicimila persone hanno gremito gli spalti di un impianto presentatosi con un vestito nuovo e consono.

Una giornata a forti tinte rossoblu che ha messo in discussione persino l’importanza del risulato,  Crotone si meritava probabilmente dei risultati migliori, quelli che fino ad ora non sono arrivati.

Lo ha dimostrato con quegli applausi a Marek Hamsik, che hanno scomodato paragoni con culture sportive superiori come quelle anglossasoni.

E a far da contorno un clima di cordialità tra le due tifoserie che ha tenuto lontanissimi i problemi di ordine pubblico che si vedono altrove.

Crotone ha dimostrato che in A può starci, adesso è il momento di fare lo stesso con la squadra.