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Grande festa al Marulla. L’Atletico Madrid si impone sul Crotone (2-0)

Festa doveva essere e alla fine festa è stata. Al Marulla di Cosenza è andata in scena un’esibizione calcistica che ha messo in rilievo tutto il calore del popolo calabrese, strettosi attorno alla portabandiera del calcio regionale: il Crotone.
Un’autentica vetrina, in cui però nessuno si è vergognato dei problemi che riguardano la regione, men che meno i tifosi del Crotone che hanno esposto uno striscione che ha evidenziato tutte le criticità del territorio crotonese: quali ad esempio l’aeroporto e lo Stadio Ezio Scida.
Ma, subito dopo il fischio iniziale, tutti i problemi sono finiti, per qualche ora, nel dimenticatoio, perchè c’era da partecipare a uno spettacolo che per molto tempo potrebbe non avere eguali a queste latitudini.
L’emozione è quella di vedere le maglie dei vicecampioni d’Europa sul suolo calabrese, il Cholo Simeone sbracciarsi davanti ad una panchina collocata su un prato familiare come quello dello stadio di Cosenza.
Basta leggere le formazioni iniziali del tabellino per capire l’evento che il Crotone ha regalato alla Calabria.
Tra le file dei Colchoneros ci sono calciatori come l’uruguaiano Godin, l’ex juventino Tiago e la leggenda spagnola Fernando Torres.
Manca Griezmann, ma risulta quasi un dato accessorio per le oltre diecimila persone che si sono riversate sui gradoni dello stadio Marulla di Cosenza.
Al 24′ il pubblico di casa si scalda per un miracolo di Cordaz su un colpo di testa ravvicinato di Saul.
Non è fortunata la squadra di Nicola che perde Ferrari per infortunio prima dello scadere della prima frazione.
Soprattutto nel primo tempo, si è potuto assistere ad una gara giocata in modo coriaceo da un Crotone in grado di tenere testa ai ben più quotati avversari iberici.
In avvio di ripresa Cordaz si ripete su una conclusione di Saul, ma al 59′ Gaitan porta avanti gli spagnoli.
E’ il 59′. Non passano neanche dieci minuti e un mancino di Palladino sfiora l’incrocio ed il pareggio.
Sarebe stato un premio meritato per tutti ascoltare il boato del Marulla, ma non tutte le storie vere hanno un lieto fine.
A tempo scaduto (93′) arriva, infatti, il bis firmato da Diego Jota.