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Ursino a Strill: “Noi una favola, come il Leicester. Ma da reggino piango…”

di Pasquale Romano – Lacrime rossoblù. Una settimana fa il Crotone centrava, sul campo del Modena, la certezza della prima storica promozione in serie A. La città ancora non si è risvegliata, probabile la festa continui fino all’esordio nel massimo campionato. Traguardo strepitoso ma non casuale, figlio di una programmazione attenta e una visione lungimirante. “E’ stata una cavalcata entusiasmante, abbiamo creato entusiasmo non solo a Crotone ma in tutta la Calabria. E’ giusto che la festa in città non abbia fine ma per noi è terminata lunedi. Adesso pensiamo solo alle ultime gare, la squadra non ha perso stimoli e motivazioni. Vogliamo chiudere al primo posto”, dichiara ai microfoni di Strill Peppe Ursino, direttore sportivo dei pitagorici.

Dirigente di spessore, conoscitore di calcio come pochi, Ursino non riesce mai a staccare la spina da una passione troppo forte per essere accantonata anche solo momentaneamente: “E’ vero, confermo che ho fatto solo cinque giorni di ferie in trent’anni di attività. Sono un tipo particolare, sempre sul pezzo, non riesco a rilassarmi. Figuriamoci se lo farò adesso che ho coronato il sogno di andare in serie A”, ammette sorridendo.

Categoria che Ursino conoscerà ancora con i colori rossoblù addosso? Le richieste non mancano, tutt’altro…: “Adesso che sono arrivato in cima, sarebbe un peccato lasciare. Non nego che ho ricevuto diversi attestati di stima, dall’Italia e dall’estero, l’interessamento di altri club fa piacere. Voglio restare, mi lega un rapporto viscerale alla società e alla città, certo se un grande club dovesse fare follie, mai dire mai…”

Juric lo straordinario condottiero di una squadra che ha messo in vetrina diversi pezzi pregiati, Ursino fa il punto della situazione: “Fino a quando Ivan non ci comunicherà la sua decisione, noi lo aspetteremo. Si tratta di un tecnico di livello assoluto, la sua conferma per noi sarebbe fondamentale. Budimir e Martella ? E’ nostra intenzione mantenere i giocatori più richiesti, vorremo tenerli per il nostro primo anno in A. In questi casi si dice sempre ‘salvo offerte irrinunciabili..’. Ricci sarà riscattato dalla Roma, speriamo di poterlo avere ancora in prestito”.

Di ieri la dichiarazione del governatore Oliverio, il Crotone otterrà dalla Regione Calabria 2,5 milioni per i lavori che interesseranno lo Scida: “Ci ha fatto enorme piacere l’attenzione delle istituzioni, ringraziamo Oliverio per l’interessamento. I lavori di ampliamento e ammodernamento dello stadio sono già programmati, partiranno subito dopo la fine del campionato” assicura il d.s. rossoblù.

Inimitabile culla di talenti italiani pronti a sbocciare, Crotone si è contraddistinta per la capacità di far crescere giocatori alle prime esperienze: “Tutti lo riconoscono e ci fa essere fieri, il nostro percorso parte da lontano ed è ricco di soddisfazioni. La cosa più difficile? Coniugare l’aspetto tecnico con quello economico, credo sia stato questo il nostro merito principale”.

Impossibile ricordare tutti i giocatori passati dal club pitagorico, e ripartiti dalla Calabria con un importante bagaglio di esperienza e una maturazione evidente. Florenzi e Bernardeschi gli ultimi, i primi a complimentarsi al fischio finale di Modena-Crotone: “Si tratta di ragazzi eccezionali. Loro come Cataldi, Maietta e tanti altri hanno subito mandato messaggi di congratulazione. Mi hanno commosso quelli ricevuti da miei ex giocatori ai tempi di Roccella, dopo 40 anni si sono ricordati di me”.

Crotone ‘Leicester d’Italia’, il ritornello si ascolta ovunque. Ursino trova similitudini in due favole sportive che hanno punti in comune ma anche sensibili differenze: “Ho seguito con piacere il loro percorso, entusiasmante come il nostro. Ranieri è un bravissimo tecnico e una persona perbene, lo ricordo ai tempi di Catanzaro. Si tratta di due miracoli che si possono accostare, solitamente  capitano ogni 30 o 40 anni e invece curiosamente si sono concretizzati nel giro di una settimana. In Inghilterra però la ripartizione dei diritti televisivi è nettamente differente, molto più equilibrata“.

La Calabria calcistica piange, dalle latitudini dipende se si tratta di lacrime di gioia o disperazione. Se Crotone è l’epicentro dei festeggiamenti, Reggio Calabria osserva con un velo di malinconia difficile da celare: “Da reggino mi piange il cuore a vedere il club amaranto tra i dilettanti. Pensavo, e speravo, potesse vincere il campionato come successo a Parma e Venezia. Il presidente Praticò è dirigente capace e appassionato, credo la prima cosa da fare sia unire le forze, Reggio Calabria merita e deve tornare presto a calcare palcoscenici che le competono”.