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Una storia di promesse, la città impazzita di gioia. Crotone, la A è tua

di Pasquale Romano – Crotone non ha dormito. La prima notte che ha visto i colori rossoblù ufficialmente in serie A è volata via veloce tra feste, cori, gioia e lacrime di commozione. Tutto ad occhi aperti, come quando si pensa di vivere un sogno e non ci si vuole svegliare. E’ realtà, è vero, il Crotone per la prima volta nella sua storia è promosso in serie A.

Un romanzo lungo tante pagine, la copertina risale a quando i fratelli Vrenna (più di 20 anni fa) presero il comando della società. ‘Promozione’, non come traguardo da festeggiare ma come la categoria dilettantistica che ospitava il Crotone. Lunga e faticosa la risalita, prima dell’ultimo decennio trascorso in serie B. Passo dopo passo, il consolidamento è stato costante. Due anni fa il sogno sfumato nei play-off, dodici mesi per smaltire la delusione: lo scorso campionato vissuto tra paure e angosce, il pericolo dei play-out scampato in extremis.

Solo un passo falso in una strepitosa cavalcata, ripresa con ancora più forza in questa stagione. Il ritorno di Juric la scelta madre che ha permesso di realizzare l’irrealizzabile, la maestria della società pitagorica e le scelte del d.s. Ursino hanno fatto il resto. L’esplosione di Ricci, Ferrari e Martella, la scoperta di Capezzi e Barberis, il rilancio di Cordaz e Palladino. Ciliegina decisiva, quel Budimir scovato in Germania e ora inseguito da mezza serie A.

La serie A è il giusto premio per la tenacia e l’ostinazione di dirigenti crotonesi e rossoblù nell’anima. Vrenna e Gualtieri, nel momento delle dediche, non hanno avuto dubbi. “Tutto questo è per i nostri padri. Gli avevamo promesso di portare il Crotone in serie A, non hanno fatto in tempo per vedere questo sogno realizzato. Ma siamo riusciti a mantenere la nostra promessa, e da lassù staranno piangendo dalla felicità assieme a noi”. Crotone non ha dormito, ma non ha bisogno di svegliarsi. E’ tutto vero.