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Sogno Serie A rischio per il Crotone, per la DDA la società è della ndrangheta

A Crotone non si parla d’altro. Tutti si immaginano le sfide con Juventus,Inter e Milan.

La Serie A è lì, a un passo.

Ma oggi molti giornali hanno posto il focus su una questione che mette a rischio il traguardo sportivo storico.

Sull’Fc Crotone – si legge ad esempio su La Stampa – pende una richiesta di sequestro avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. La società, infatti, rientra nel lungo elenco di beni, per un valore totale di circa 800 milioni di euro, su cui l’antimafia calabrese vorrebbe apporre i sigilli.

Per i procuratori Bombardieri e Guarascio, i fratelli Raffaele e Giovanni Vrenna sarebbero così pericolosi da richiedere per loro una misura di sorveglianza speciale con obbligo di residenza nel Comune per i prossimi cinque anni.

Il 57enne Vrenna opera nel settore dei rifiuti.

Da Catanzaro però – secondo La Stampa – la Procura insiste: «Sono imprenditori attigui al fenomeno mafioso per essersi sin dalla genesi della loro attività accordati con le consorterie criminali e segnatamente con quella denominata Vrenna-Corigliano-Bonaventura».

I magistrati si basano sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Per la proprietà del club ci sarebbero rapporti privilegiati con Luigi Bonaventura e nipote del boss Pino Vrenna, oggi collaboratore di giustizia.

Tesi confermate anche dal collaboratore Domenico Bumbaca.

Raffaele Vrenna in alcuni documenti relativi a procedimenti precedenti (da cui è uscito assolto) viene descritto come «disposto a tutto, a commettere falsi e abusi e anche fare affari con persone che sa o intuisce essere losche (rectius ‘ndranghetisti) ma tutto ciò, nei suoi piani, è di importanza secondaria».

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