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Crotone-Galardo, è il momento dell’addio: “Mi ritiro, rossoblù seconda pelle”

Antonio Galardo appende le scarpette al chiodo. All’alba dei 40 anni, il centrocampista calabrese dà l’addio al calcio giocato. Simbolo del Crotone, Galardo ha legato al club pitagorico gran parte della propria carriera. Attraverso la seguente lettera, Galardo ha voluto salutare i tifosi rossoblù e ringraziare tutte le persone che lo hanno accompagnato in questi vent’anni.

“Cari tifosi, il giorno è arrivato, quel giorno che ho allontanato per tanto tempo con il mio lavoro ed il mio impegno, arrivando a giocare fino a quasi 39 anni in un campionato difficile, lungo e duro come la Serie B”. Questo l’incipit della lettera di Antonio Galardo, calciatore storico del Crotone, che domenica darà l’addio al calcio.

“Il 9 agosto – continua la missiva – per l’ultima volta indosserò la mia seconda pelle, la maglia rossoblu. È stata una scelta difficile e anche dolorosa. Non è facile, infatti, fermarsi dopo aver respirato il profumo dell’erba bagnata per oltre vent’anni, e avendo indossato per tantissimi anni la maglia della mia città, quella per cui ti batte il cuore fin da quando sei piccolo. Ho lottato su ogni campo, ho sudato, faticato, pianto e gioito, quasi sempre con la maglia del Crotone cucita addosso. Sono stato fortunato, ma la fortuna l’ho aiutata con il mio impegno, la mia professionalità e la mia serietà, doti che mi hanno trasmesso prima i miei genitori, poi il mio mentore Pino Faga, infine, le ho ritrovate nella società del Crotone calcio. Doti che non mi abbandoneranno mai, nemmeno quando dal 10 agosto avrò un ruolo diverso da quello del calciatore. Torno a ripeterlo, è difficile, molto difficile pensare che non sarò più in ritiro il venerdì pomeriggio, che non respirerò la tensione della partita, che non sentirò gli applausi del mio pubblico all’uscita del sottopassaggio. Allo stesso tempo, però, sono felice di iniziare una nuova avventura, di poter offrire il mio bagaglio tecnico e di esperienza ai più giovani, e sempre nel nome del Fc Crotone calcio”.

“Ora – aggiunge il calciatore crotonese – è il momento dei ringraziamenti che sono davvero tanti e ho paura di dimenticare qualcuno. Il primo grazie è per la famiglia, per mia moglie e i bambini ai quali non ho mai fatto mancare la mia vicinanza, nemmeno quando si partiva per i lunghi ritiri. Grazie ai presidentissimi Raffaele e Gianni Vrenna, che hanno creduto in me dal primo momento e non hanno mai smesso di farlo. Grazie a Salvatore Gualtieri, a Raffaele Marino, a Peppe Ursino e a tutti i dirigenti del Crotone. Grazie a tutti gli allenatori che ho avuto, da ognuno di loro ho imparato qualcosa. Grazie ai medici, massaggiatori, terapisti, ai magazzinieri, ai dipendenti, a Emanuele Roberto, ad Anselmo Iovine che sono anche amici veri e sinceri. Grazie a tutti i compagni di squadra che in questi anni ho avuto la fortuna di conoscere. Sono fiero di aver potuto raccontare la mia storia di uomo e calciatore grazie al giornalista Bruno Palermo che, non senza difficoltà, ha raccolto storie e notizie e scritto il libro ‘Esce Galardo entra nessuno’. Grazie a tutti i tifosi. A quelli che a Crotone hanno sofferto, saltato a cantato con me e gridato il mio nome. Quelli che mi hanno sempre sostenuto. Grazie alle migliaia di tifosi che in questi anni ho incontrato in giro per l’Italia, sempre orgogliosi e fieri di essere crotonesi e di farlo vedere al mondo intero. Grazie ai giornalisti di Crotone che hanno sempre avuto un occhio di riguardo nei miei confronti. Grazie a tutti quelli che in qualche modo hanno contato qualcosa nella mia carriera calcistica. Grazie. Grazie. Grazie, mille volte grazie e sempre, eternamente forza Crotone”.