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Catanzaro, Erra: ‘La salvezza una liberazione. Per il futuro non sono io a decidere’

Una salvezza ottenuta lo scorso anno all’ultima giornata, una stagione ancora più travagliata quella di quest’anno con il mantenimento della categoria raggiunto attraverso la vittoria dei play out contro la Vibonese. E’ apparso visibilmente provato mister Erra al termine della gara, ha festeggiato in maniera liberatoria, dopo i quattro mesi vissuti con particolare ansia ed in mezzo a tante difficoltà: “E’ stata una gara tiratissima come nelle previsioni. Ci siamo affrontati senza esclusione di colpi, sportivamente parlando. Siamo contenti, ci dispiace per la Vibonese che arrivava meglio a questo play out. Coroniamo con un obiettivo minimo una stagione travagliata, ma era troppo importante che il Catanzaro conservasse la categoria. La Vibonese è squadra forte, che ci ha creato tante difficoltà, ci ha costretto a giocare sulla difensiva, anche se nella seconda parte non abbiamo rischiato nulla. Sugli arbitri ci sono gli organi competenti a giudicarli, dico che anche durante la stagione ci sono stati episodi non favorevoli, passati in secondo piano semplicemente perché non ci siamo mai lamentati. Comunque, oggi, niente di clamoroso. Mi sento molto stanco, ho vissuto un’annata difficile, sono stato sette mesi a casa ed è stato doloroso, quando sono tornato mi è stata trasferita una vera e propria patata bollente, anzi una bomba pronta ad esplodere. Adesso mi sento più leggero, sentivo una grande responsabilità sulle spalle per il legame forte che sento con questa città, ho dormito poco o nulla, l’importante è che l’epilogo sia stato positivo. Ho sempre vissuto un confronto schietto e diretto con la società, a volte anche a muso duro, non so cosa bisogna fare, le linee guida vengono determinate e dettate dalla società su strategia e budget io posso dare solo delle indicazioni, se chiamato in causa dirò la mia, altro non posso fare. Ho espresso in maniera diretta quello che pensavo in passato e mi sono trovato a casa con altri due anni di contratto. Il Catanzaro nei dilettanti sarebbe stato un fardello che mi sarei portato addosso per tutta la vita. Il pubblico merita il meglio, il massimo, però ripeto intanto teniamoci stretta la Lega Pro che è fondamentale. Il Catanzaro merita la serie A, ma per arrivare a certi livelli non saprei cosa necessita, il presidente con il sottoscritto è stato sempre presente, magari può sembrare distaccato per la città, ma non è così”.