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Catanzaro, l’avversario più duro da battere è la discontinuità. E poi non si segna

Due vittorie e altrettante sconfitte, questo il bilancio di quello che veniva ritenuto il mese decisivo per il cammino verso la salvezza del Catanzaro. Tutti scontri diretti in cui si sono alternati umori e sensazioni, a dimostrazione di quello che è da sempre il problema principale di questa squadra a prescindere dai tecnici che si sono succeduti in panchina, la discontinuità. Si sperava nell’arrivo di un esperto come Alessandro Erra per tentare di uscire da questa alternanza, ma non è stato purtroppo così. Da Taranto, contro una compagine collocata nei bassifondi della classifica, ma comunque esperta nei suoi uomini, si è tornati con l’ennesima sconfitta sul groppone, smorzando in maniera immediata quella piccola parte di entusiasmo che aveva portato il successo di misura e maturato nel finale contro l’Akragas. Un gol discusso quello subìto, ma anche l’incapacità nel momento in cui si è riusciti a tenere in pugno il match, a trovare la via della rete, nonostante le nuove soluzioni arrivate dall’ultima sessione di calciomercato. Come dire, i problemi che per una settimana danno l’impressione di essere superati, puntualmente si ripropongono la settimana successiva. Erra predica calma e concentrazione, d’altronde è stato il primo ad affermare che il raggiungimento della salvezza è tutt’altro che semplice, quindi nessuna esaltazione nel momento in cui si riesce a vincere, vietato abbattersi in caso contrario. Adesso parte una nuova settimana di preparazione alla prossima sfida, al Ceravolo un Matera fortemente contestato dai propri tifosi, con Auteri in discussione ed incredibilmente scivolato consecutivamente nelle ultime quattro gare.