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Catanzaro, il ritorno all’amara realtà. E tornano le contestazioni verso Cosentino

Possibilità di ripresa. Le gare contro Andria in casa e buona parte della trasferta di Lecce si trasformano immediatamente in pura illusione. Il Catanzaro perde la sua seconda partita in casa delle tre giocate al Ceravolo e questa volta l’amarezza è di notevole portata. Semplicemente perchè ci si era quasi convinti di aver lasciato alle spalle gran parte dei problemi che, invece, sono nuovamente affiorati al cospetto di una formazione ben organizzata e con un duo d’attacco di assoluto livello come Iunco e Reginaldo. E’ bastato un cambio tattico della Paganese per scombussolare i piani dei giallorossi che, probabilmente, avevano preparato il match in maniera diversa. In questa categoria, inoltre, se arrivi sempre secondo su ogni palla e se dinamismo e fisicità ti vedono soccombere, nel novanta per cento dei casi le gare le perdi. Questo è quanto accaduto alla formazione di mister Somma, meno battagliera rispetto al suo avversario e subìto in difficoltà sin dalle prime battute. Dicevamo una illusione le ultime due prestazioni, quell’accenno di ripresa svanito e sgonfiatosi in soli novanta minuti di gara. Dove, pur giocando male non sono mancate le occasioni da gol ed un rigore fallito che la dice tutta sullo stato anche psicologico dell’undici giallorosso. Aspetto sul quale il tecnico aveva puntato il dito, insieme ad una condizione atletica generale a suo avviso discutibile. Ed ora diventa davvero complicato trovare le giuste argomentazioni per risollevare le sorti di un gruppo nuovamente precipitato e con l’entusiasmo pari a zero. Insieme a tutto questo le rinnovate contestazioni da parte del poco pubblico presente allo stadio, che non perde occasione per protestare nei confronti di squadra e soprattutto società. Il bersaglio è sempre il presidente Cosentino e prestazioni di questa natura, non possono far altro che alimentare ulteriormente amarezze e malumori.