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Catanzaro, Spader: “Una batosta, mi assumo le responsabilità ma non scappo”

Musi lunghi, tristezza dipinta sui volti, una batosta che in casa Catanzaro non ci si aspettava, certamente non con queste proporzioni. in sala stampa si presenta uno sconsolato mister Sapder, affranto per quanto successo in campo, amareggiato, ma anche pronto a rialzare la testa insieme ai suoi calciatori: “I derby si possono perdere, il problema è come perderli. Nel primo tempo abbiamo tenuto bene il campo, nella seconda parte volevamo velocizzare la manovra, il gol del Cosenza ci ha complicato la vita. Mi è stata data la possibilità di allenare la squadra dove vivo, in Lega Pro, io credo in questo gruppo ed in uqesta società ed anche nei tifosi, ho visto tanta gente allo stadio entusiasta prima della partita. Mi assumo la responsabilità di quanto è successo, una batosta che brucia, siamo distrutti, non penso si possa andare più giù, lotteremo fino alla morte per rialzare subito la testa. La società ha cambiato moltissimo, ha un progetto, io sono onorato di farne parte, con questa partenza le difficoltà si moltiplicano ma ricordiamo che siamo solo alla prima di campionato. Io non scappo, i giocatori neppure. La squadra è all’altezza per fare un buon campionato, si deve migliorare, sui calciatori non ho nulla da dire, ma siamo partiti male, causa pure una serie di circotanze negative dell’ultimo periodo, in questo momento sappiamo di avere una tifoseria molto arrabbiata, lamentarmi adesso non serve a nulla, sappiamo di essere partiti nel peggiore dei modi. Non sarà facile, ma ricompattarsi è la prima cosa, non abbiamo strade alternative se non quella di ricominciare già da martedi a lavorare per cercare di capire cosa sia successo con il Cosenza. Siamo alla ricerca di soluzioni anche tattiche congeniali a questo gruppo, in campo siamo stati ordinati, non si è rischiato moltissimo tranne che sui calci piazzati. Su quest’ultimo aspetto c’è da lavorare moltissimo. Sul mercato c’è ancora qualche giorno a disposizione per intervenire, ne parleremo insieme alla società, ma ho il dovere di riprendere il gruppo soprattutto sotto l’aspetto psicologico perchè questa non è una sconfitta normale, ma una batosta”.