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Catanzaro-Cosenza, festa per 8000. Maledizione giallorossa per i lupi

E’ la partita regina tra quelle che si possono giocare tra le squadre calabresi. Nessuna sfida si porta dietro la rivalità storica che accompagna gli scontri diretti i lupi e le aquile.

A beneficiarne è stato soprattutto lo spettacolo per i neutrali. Il colpo d’occhio offerto dal San Vito aveva poco a che fare con la Lega Pro, segno che si tratta di due piazze che potrebbero benissimo aspirare ad altri palcoscenici, come, tra l’altro, le rispettive storie testimoniano.

La macchia giallorossa nel settore ospiti ed il fiume rossoblu sono stati un esempio che il panorama calcistico calabrese è riuscito ad offrire a tutto il movimento.

Oltre 8000 persone hanno assiepato i gradoni dello stadio Marulla.

Sembrava l’anno giusto per il Cosenza.  Da trentadue anni i lupi non riescono a battere i cugini e, in questa stagione, dove la superiorità tecnica dei lupi era legittimata dalla classifica, tutto lasciava presagire che potesse essere l’anno buono.

Non è stato così e, anzi, poteva andare molto peggio considerato che a passare in vantaggio è stata la squadra di Erra e, nella ripresa, aveva segnato un gol, apparso regolare, che avrebbe potuto regalarle i tre punti.

Per Roselli la consolazione è quella di aver giocato una ripresa dove, con la cattiveria giusta, si sarebbe comunque potuta portare a casa la partita.

E’ un pareggio che, comunque, sembra accontentare tutti, anche se nessuno lo ammette.

Il Catanzaro riesce ad uscire indenne da una trasferta dove poteva cadere la storica striscia positiva nei confronti dei cugini, il Cosenza può continuare ad ambire a un piazzamento di vertice.

Le prossime partite chiariranno se ci si dovrà accontentare di rincorrere un posto nei play off o se i lupi hanno nelle corde un clamoroso colpo gobbo nei confronti del vertice.