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Calcio – Catanzaro, fa discutere l’esonero di Sanderra dopo il derby

All’indomani della sconfitta nel derby, ci si interroga sull’esonero di mister Sanderra. Il tecnico giallorosso è stato sollevato dal suo incarico subito dopo il fischio finale della partita persa, malamente, contro i cugini amaranto. Insieme a lui, ad aver fatto le valigie anzitempo, c’è suo fratello e collaboratore, Luca Sanderra. Mister “leggenda”, così lo chiamavano a Latina, ha pagato lo scotto di un campionato iniziato con ambizioni di gloria e terminato in maniera a dir poco indecorosa. Non è tutta colpa sua, certo. Anzi, è doveroso ricordare che al mister va il merito di aver raccolto i cocci infranti di una squadra senza capo né coda, ricostruendo uno spogliatoio che non è mai stato unito e raccogliendo dei discreti risultati. Alla squadra di Sanderra è mancato, però, quel minimo di continuità che serviva per puntare ai play-off. Onestamente, non era facile. Non era, tuttavia, un traguardo così impossibile da raggiungere da giustificare l’atteggiamento fin troppo remissivo tenuto dai calciatori in campo. In questi casi, giusto o sbagliato che sia, a pagare è sempre l’allenatore. Ci si chiede, però, il perché di un esonero così repentino e per giunta arrivato a una giornata dal termine di un campionato senza ormai più obiettivi. È facile pensare che il presidente Cosentino non abbia digerito lo smacco per la sconfitta nel derby. Allo stesso modo della tifoseria che si ribellò per il derby di coppa perso con il Cosenza, il presidente Cosentino non ci avrà visto più per la sconfitta di ieri. Quello con la Reggina, infatti, è il derby del cuore per il patron giallorosso e di conseguenza c’era da aspettarsi una sua reazione furiosa in caso di brutta figura nella sua città. Dopo la sconfitta col Cosenza la tifoseria ha fatto intendere che c’è poco da scherzare quando si affrontano certe partite. Cosentino, con l’esonero di Sanderra, ha dato un segnale forte a tutta la piazza: a Catanzaro è richiesto impegno, dedizione e attaccamento, altrimenti sei fuori. Questa potrebbe essere una valida spiegazione per il cambio in panchina a campionato praticamente finito. A chiarire ulteriormente le idee ci sono le voci di corridoio che vedono mister D’Urso alla guida delle aquile nella prossima stagione. Può essere che la società abbia voluto “concedere” una partita di prova a D’Urso per valutare meglio il prossimo futuro della panchina giallorossa? Forse è così. Rimane il fatto che Sanderra è stato cacciato in malo modo e probabilmente non lo meritava. Ma l’abbiamo detto, anche quando a sbagliare sono i calciatori o addirittura la dirigenza, a pagare il conto è sempre l’allenatore.