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Verso il derby – Cozza: “Mi son dimesso per evitare brutte figure. Cosentino non molla”

di Michele Favano – 48 reti con la maglia della Reggina, una promozione in serie C sulla panchina del Catanzaro. Oggi spettatore di un derby che Francesco Cozza avrebbe potuto vivere da allenatore, ma troppo breve è stata la sua esperienza alla guida tecnica degli amaranto, per scelta, avendo presentato dimissioni irrevocabili, al termine della sconfitta interna contro la Salernitana. In attesa di una nuova chiamata, il tempo a disposizione gli consente di andare in giro per l’Italia ad osservare partite di calcio di qualunque categoria.

Derby di Calabria, avresti potuto viverlo da protagonista, invece il tuo percorso sulla panchina della Reggina, si è interrotto forse troppo presto…
“Per scelta mia, assolutamente mia, ma fa parte del passato. Nonostante non sia più l’allenatore della Reggina, mi dispiace moltissimo per come stanno andando le cose, immaginavo una avventura diversa, anche perchè avevo accettato inizialmente l’incarico con molto entusiasmo”.

Poi qualcosa non ha funzionato. E se avessi vinto quel derby con il Messina alla terza giornata, le cose sarebbero andate in maniera diversa?
“Non credo quella vittoria potesse rappresentare un punto di svolta, sarebbe stata certamente una soddisfazione per quei meravigliosi tifosi che hanno riempito il Granillo, ma non avrebbe cambiato la struttura di una squadra non adatta al mio tipo di gioco. Troppi giovani nel contesto di una categoria che ha bisogno di elementi esperti e di qualità, anche se quanto abbiamo espresso è stato apprezzato da tutti. Si giocava un buon calcio, si produceva molto, ma si sbagliava altrettanto”.

Il mercato del Catanzaro, invece, dimostra che non sempre comprando giocatori importanti si vince, in realtà cosa serve?
“Costruito per vincere, strada facendo si è reso conto che le altre andavano più forte, poca continuità e quindi la decisione di cambiare obiettivi. I nomi non sempre fanno la differenza, ci vuole gente adatta alla categoria, solo così si può vincere ed arrivare alla conquista di risultati importanti. Mi chiedi un giudizio su Russotto? Russotto è uno spreco per questa categoria, giocatore di grande qualità, uno dei più forti in circolazione. Lo avrei portato alla Reggina, pensatelo in coppia con Insigne, altro giocatore voluto dal sottoscritto, ma lui a Catanzaro sta benissimo”.

Pur a conoscenza delle difficoltà, era prevedibile un crollo simile dal punto di vista economico e tecnico?
“Decisamente no. Non me lo aspettavo, soprattutto quando a gennaio la società ha operato sul mercato, rafforzando il gruppo con tantissimi giocatori. Non posso conoscere in maniera approfondita la natura dei problemi che hanno accompagnato la squadra in tutto questo percorso, ma pensavo che con un gruppo quasi completamente nuovo e più forte, le cose sarebbero cambiate”.

Altre piazze hanno dato dimostrazione che pur con tante difficoltà economiche, i risultati si possono raggiungere, perchè questo non è successo alla Reggina?
“Oggi il calcio vive un momento particolarmente delicato. Sono quindi comprensibili le difficoltà di una società, ma quando un calciatore scende in campo si deve isolare da tutto e dare il 100%. Dispiace perchè questo alla Reggina non è successo. Nonostante tutto, fino alla settimana scorsa c’era ancora uno spiraglio perchè una vittoria a Foggia avrebbe consentito quasi sicuramente di disputare i play out… adesso è veramente dura”.

Che idea ti sei fatto di questo possibile cambio di società. E’ immaginabile una Reggina senza Foti?
“Presidenti, tecnici e giocatori sono tutti di passaggio, quello che rimane è la Reggina. Certo dopo quasi trent’anni è difficile immaginare una società senza di lui. Ben venga, comunque il cambio, se questo porta ad un miglioramento dal punto di vista economico e quindi tecnico. La Reggina ha dato molto a Foti e viceversa. Il rapporto con lui è sempre buono, sono stato io a scegliere di andare via. A me piace vincere sempre, accetto mal volentieri la sconfitta, se perdo voglio farlo con dignità, non intendevo fare ulteriori brutte figure”.

Hai conosciuto entrambi, le differenze tra Foti e Cosentino?
“Foti ha dato tantissimo al calcio ed è una persona competente. Può dare ancora molto. Cosentino è un presidente nuovo ed ha tanta voglia di fare ed alla fine raggiungerà i suoi obiettivi, non molla mai. E’ un sanguigno, vuole arrivare subito, secondo me non lascia il calcio, anzi il prossimo anno costruirà una squadra per vincere”.

Le due tifoserie invece?
“Entrambe calde. A Reggio sono stato benissimo, mi hanno sempre voluto bene, tante condivisioni di momenti felici, di successi. A Catanzaro hanno fame di calcio, vivono per la squadra, la tifoseria, come quella reggina, segue la squadra ovunque con grande passione. Ho vinto un campionato e sono stato trattato sempre bene. E’ nato qualche piccolo equivoco poi superato quando allenavo il Pisa. Rimango molto legato alle due squadre, per questo dico vinca il migliore”.