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Catanzaro, Cosentino: “Impossibile fare calcio. Lascerei, ma…”

di Pasquale Romano – Tempi moderni. Il mondo del calcio italiano si contorce, seguendo evoluzioni parallele rispetto alla crisi economica. Catanzaro è a metà strada tra chi guarda al passato con malinconia e chi vede ombre minacciose palesarsi all’orizzonte. Giuseppe Cosentino, patron giallorosso, chiarisce che non abbandonerà la nave: “Non farei mai fallire il Catanzaro, il cuore e i sacrifici fatti sino a oggi non me lo permetterebbero. Sono rimasto solo, le istituzioni e l’imprenditoria locale mi hanno abbandonato. Il progetto almeno per la prossima stagione andrà avanti, anche se i costi dovranno essere calcolati in base alle entrate. Passerei la mano, nessuno però si è fatto avanti”.

Il sistema calcio, specie per quanto riguarda la Lega Pro, rischia di esplodere. Cosentino non usa giri di parole: “Questa categoria costa troppo e non rende nulla, rientra appena il 10% di quanto si spende. Se non cambieranno le cose, credo che tra qualche anno in Lega Pro potranno esserci al massimo 30 squadre, basta guardare la valanga di deferimenti e penalizzazioni che colpiscono i club”.

Il Catanzaro, dopo essere partito con una valigia di precise intenzioni, si ritrova sospeso tra sogni e realtà: “Non si può parlare di fallimento, ma un pizzico di amarezza c’è. Avevamo obiettivi importanti, per varie ragioni non siamo riusciti a raggiungerli ma siamo comunque nella parte alta della classifica. Se si vuole piangere a Catanzaro, cosa dovrebbero fare a Messina e Reggio Calabria ?“. Ideale l’assist per affrontare la difficile situazione che si respira in riva allo Stretto. Lontanissimi i tempi della serie A, Messina e Reggina rischiano seriamente la retrocessione tra i dilettanti: “Il calcio è cambiato -dichiara Cosentino a Sport Strill- non si può vivere di ricordi. Bisogna essere realisti, anche se in momenti simili è la cosa più difficile da fare. Una Lega Pro, affrontata con dignità, non deve essere una vergogna”.

Cosentino e la Reggina, il matrimonio (sfumato in passato) non è previsto nemmeno in futuro. La complicata situazione societaria amaranto potrebbe favorire l’avvicinamento, scansato decisamente dal patron giallorosso: “Non nascondo che 5-6 anni fa mi ero fatto avanti, purtroppo non ci sono stati i presupposti. Io con una nuova società? No, sto a Catanzaro. Una volta chiusa questa esperienza, lascerò il mondo del calcio. Che mi ha parecchio deluso…”