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Catanzaro, dalla Salernitana una lezione di cinismo

La trentunesima giornata di campionato ha il sapore della beffa per il Catanzaro. Al “Ceravolo” arrivava la capolista Salernitana e, dopo la brutta prova di Torre Annunziata, in molti si aspettavano una debacle dei giallorossi. Così non è stato. Gli uomini di Sanderra, infatti, hanno dimostrato non solo di saper tener testa alla prima della classe, ma addirittura di riuscire a metterla sotto per tutta la partita. Ma tutto ciò non è bastato a evitare la sconfitta e, probabilmente, è anche in queste cose che si vede la differenza di spessore tra le due squadre. La Salernitana ha avuto due occasioni in tutta la partita e in entrambe le situazioni ha trovato la via del gol. Sicuramente la squadra di Menichini è più matura e più cinica del Catanzaro ma per uscire coi tre punti dal “Ceravolo”, i granata devono anche ringraziare i loro santi in paradiso perchè la storia della partita dice tutt’altro. Il calcio però è questo e il risultato del campo va sempre accettato, per quanto ingiusto possa apparire. Se poi prendi gol allo scadere di cinque minuti di recupero, allora è più difficile mandar giù il boccone amaro. Ma va fatto comunque. La prestazione dei giallorossi è stata buona, molto buona. Con un pizzico di fortuna in più, la squadra di Sanderra poteva vincere la partita (e lo avrebbe meritato). Tuttavia, per migliorare, bisogna guardare sempre ai propri errori, senza rifugiarsi in comode attenuanti di circostanza. Il primo gol della Salernitana è nato dopo un intervento mancato di Ghosheh. Non è giusto dare la colpa ai singoli ma in quella occasione il difensore di origine giordane poteva e doveva sicuramente fare meglio. Può succedere. Il secondo gol invece arriva dopo una punizione dalla trequarti battuta in fretta. La retroguardia giallorossa si è fatta trovare impreparata e il fatto che sia successo al 95′ è una gravante. Al di là della fortuna, il Catanzaro può trarre un’importante lezione da questa sconfitta: è fondamentale tenere la concentrazione alta fino al triplice fischio perchè basta davvero una manciata di secondi per gettare via una partita. Alla fine le aquile escono dal campo senza punti ma a testa alta e forse quest’anno va bene così. Per il futuro, però, bisognerà fare tesoro di queste esperienze per ritrovarsi, magari, al posto della Salernitana e conquistare i tre punti anche quando non sono del tutto meritati.

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