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Derby Catanzaro-Vigor, allo stadio solo gli abbonati per una partita monca

Catanzaro – Vigor Lamezia, uno dei tanti derby calabresi che si giocano quest’anno in Lega Pro, sarà una partita monca. Sarà la partita, una delle tante, che metterà in evidenza (se ce ne fosse bisogno) quanto sono inutili le soluzioni “pezza” all’italiana. Potranno assistere al match, valido per la ventisettesima giornata di campioato, solo gli abbonati. Porte chiuse in faccia ai tifosi ospiti e a chi, per qualsiasi sacrosanta ragione, non ha potuto/voluto sottoscrivere l’abbonamento a inizio stagione. La decisione, suggerita dal Cams e presa al balzo dal Prefetto di Catanzaro, è arrivata in seguito alle intemperanze di alcuni tifosi di casa, nel giorno del derby col Cosenza. Non siamo qui a giudicare il bene o il male o la bontà di una legge (faremmo notte), una cosa però è impossibile non chiedersela. Forse più di una. Se i presunti responsabili dei disordini sono stati già individuati e puniti col “Daspo”, è necessario accanirsi su un’intera tifoseria? Se la squadra è già stata orfana dei suoi tifosi nella partita di Aversa (trasferta vietata), è necessario privarla ancora una volta, in casa, in un derby, dei suoi sostenitori più caldi? Se la società ha già pagato una multa, è necessario fargli perdere l’incasso di una partita importante e dunque remunerativa? Se è stata introdotta la tessera del tifoso proprio per individuare i responsabili di comportamenti poco ortodossi e punirli, è necessario privare tutti gli altri, gli “innocenti”, dello spettacolo di una partita e delle emozioni di una trasferta? La risposta a queste domande non può che essere: “no, non è necessario”. Ma allora perchè avviene tutto ciò? Perchè in Italia chi fa le leggi, e questo vale per ogni ambito, non solo per lo sport, è un po’ come quel professore che per punire l’alunno responsabile di una bravata, mette una nota all’intera classe. In Italia va di moda la giustizia sommaria e “rattoppante”, non vengono prese decisioni che possano portare vantaggi in futuro. Vengono prese decisioni che servono a mantenere lo “status quo”, decisioni che rimandano i problemi, che passano la patata, sempre più bollente, a qualcun altro. Intanto, però, a rimetterci sono sempre le persone oneste. Nel calcio e non solo.