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Catanzaro-Reggina, Cosentino: “Sono rimasto solo. Trattativa con Foti…”

Nella settimana che porta al derby calabrese tra Reggina e Catanzaro, non potevamo non ascoltare la voce di chi ha vissuto in prima persona (in maniera diversa) sia l’ambiente amaranto che quello giallorosso dei tre colli. Stiamo parlando, ovviamente, del presidente del Catanzaro Giuseppe Cosentino. Con “mister Gicos” abbiamo parlato della partita, della situazione in casa giallorossa e del suo passato a Reggio.

Domenica andrà in scena il derby con la Reggina e la situazione a Catanzaro non è delle migliori. Cosa si aspetta dalla partita e dalla squadra?
Io mi aspetterei di vincere, è quello che vorrei. Purtroppo, però, come ha detto lei la situazione non è delle migliori e non so cosa stia succedendo ai ragazzi. Io cerco di stare vicino alla squadra, di parlare con i giocatori ed essere preciso nei pagamenti. Più di questo non posso fare. Mi auguro che domenica sia una bella giornata e che il Catanzaro possa finalmente vincere.

Come da lei ribadito, è sempre preciso nei pagamenti, forse uno dei pochi in Italia…
Lo so ma sono arrivato al punto che mi sono stancato. Forse la gente pensa che tutto gli è dovuto ma non è così. Non vorrei, in futuro, dovermi comportare in maniera differente. Una cosa è certa, fare il signore non paga.

A proposito degli stipendi della squadra, si è parlato di alcune possibili riduzioni e di un abbassamento del monte ingaggi.
Purtroppo a Catanzaro abbiamo una situazione difficilissima. Quest’anno gli sponsor mi hanno lasciato da solo e io ho fatto la squadra spendendo molto di più della passata stagione per cercare di fare il massimo. Tuttavia ci sono stati un paio di acquisti importanti che si sono rivelati dei flop e al momento sto parlando con tutti perchè è necessario un bagno d’umiltà da parte di tutta la rosa. Alcuni ragazzi accettano una riduzione dello stipendio, altri no. C’è gente che è venuta a Catanzaro dicendo di voler salvare il Catanzaro e invece non è disposta a rinunciare a nulla, pur non rendendo secondo le aspettative. Preso atto di ciò, mi sto guardando intorno e sto valutando il da farsi. Si tratta di cifre grosse che devo sborsare di tasca mia perchè dagli incassi dello stadio, tolte le spese necessarie, non rimane praticamente nulla. Io ringrazio i pochissimi sponsor che abbiamo e i tifosi che vengono allo stadio ma quest’estate si parlava di 7-8mila abbonamenti e poi in sostanza ne abbiamo fatto circa 300 in meno rispetto all’anno scorso. Istituzioni e imprenditoria ci hanno abbandonato, quando sono arrivato a Catanzaro le prospettive non erano queste e ho sempre sostenuto che per poter fare calcio era necessario l’aiuto di tutti e finora, tolti quei 2500 tifosi che ringrazio tantissimo, ho dovuto fare tutto da solo. Mi erano stati promessi 600mila euro l’anno e di quei soldi ne ho visto solo una parte e solo per i primi due anni.

Qual è secondo lei una possibile soluzione a questi problemi?
Sarebbe opportuno abbassare il monte ingaggi. Vorrei che i giocatori tornassero in sè stessi perchè in questo momento, probabilmente, stanno vivendo tra le nuvole. Pensano a divertirsi e poi in campo non vediamo risultati. Comportandosi così non meritano lo stipendio.

In ottica mercato, a gennaio ci sarà una maxi rivoluzione o degli acquisti mirati?
Gli acquisti saranno mirati. Ma prima di poter prendere qualcuno bisogna ridurre gli stipendi e bisogna necessariamente cedere qualche calciatore della nostra rosa. Se non si verificano queste due condizioni è molto difficile agire sul mercato. La situazione è già complicata, poi diventerebbe insostenibile. Questi calciatori non stanno meritando lo stipendio, mi stanno derubando e stanno derubando i tifosi della loro buona fede. Meriterebbero che gli dimezzassi lo stipendio e anche in quel caso se lo dovrebbero sudare. Devono tornare con i piedi per terra e non scendere in campo per fare i “pupini”. Comunque stiamo lavorando in questa direzione. Io ce la metto tutta ma fare il presidente del Catanzaro non me l’ha ordinato il dottore e, come ho detto altre volte, se le cose non cambiano sono disposto a cedere la squadra a qualcuno. Sono a venuto a Catanzaro con tanta passione, euforia ed entusiasmo. Però se vengono a mancare queste cose è dura continuare.

Tornando alla Reggina. Com’è noto a tutti, fino a sette anni fa lei era lo sponsor principale degli amaranto. Probabilmente però avrebbe voluto avere un ruolo più importante in società e prima di acquistare il Catanzaro si parlò di un suo interessamento alla squadra di Lillo Foti. Cosa andò storto nella trattativa?
Mah…non ci siamo messi d’accordo. A dire il vero, non abbiamo mai parlato con grande entusiasmo e non c’è stata mai stata una vera e propria trattativa. Cioè, se ne era parlato ma con Foti non siamo riusciti ad arrivare a un compromesso e io poi ho abbandonato l’idea. Se lei vuole chiedermi se mi interessa la Reggina, le dico subito che la Reggina non mi interessa più. Io mi ero innamorato di Catanzaro e avevo tanta euforia, tanta passione. Ho acquistato il Catanzaro con tanta voglia, con il cuore. Se dovesse venirmi a mancare la voglia di stare a Catanzaro, non credo che farò più calcio. Nè in Calabria, nè in Italia e nè da nessuna altra parte. Quando vorrò vedere una bella partita andrò a Milano per il Milan o la Juventus.

Cosa pensa, invece, di questa cordata australiana che sarebbe pronta a rilevare la Reggina?
Non lo so. Onestamente non ho avuto tempo per pensare a questo. La mia squadra e il mio lavoro assorbono già tutto il mio tempo e non sono un pettegolo. Se Foti vende a una cordata australiana e la Reggina si salva mi fa solo piacere perchè è bello che ci siano delle squadre in Calabria che continuino a fare calcio. Poi che sia una cordata australiana, americana o francese poco mi importa perchè in questo momento ho altri problemi.

 Nonostante le premesse non fossero queste a inizio stagione, cosa possono aspettarsi ora i tifosi del Catanzaro da questo campionato?

Non credo che abbiamo più sogni di gloria per arrivare al primo posto. Bisogna vedere cosa succederà. Dobbiamo far capire a questi calciatori che devono tornare con i piedi per terra. C’è bisogno di gente che giochi davvero col cuore. Poi vedremo di arrivare a una salvezza tranquilla e di prenderci qualche soddisfazione che potrebbe essere quella di vincere i derby e le partite con le squadre più blasonate.