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Catanzaro Calcio: finita l'era di Cozza inizia quella di D'Adderio

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di Clara Varano – Ciccio Cozza, tanto amato dai Catanzaresi perché l’uomo giusto che è stato in grado di risollevare le sorti del Catanzaro e di portarlo ad una promozione insperata , da domenica non è più l’allenatore delle Aquile. Nell’attesa di sentire il suo saluto domani, ripercorriamo quanto è successo nel club Giallorosso negli ultimi giorni.

Cozza annuncia in conferenza che è perentorio vincere per mettersi al sicuro dalla zona play out, spiega che l’avversario, la Carrarese, anche se è, anzi era, ultimo in classifica non va sottovalutato “perché viene da un periodo di risultati positivi” e perché vuole uscire dalla zona retrocessione. Timori per nulla eccessivi, visto poi, come è finita la sfida. Si chiude, infatti, 2-3 il match decisivo. Il Catanzaro viene sconfitto, ma non è l’unico a perdere. Dopo la sconfitta Ciccio Cozza viene esonerato dal ruolo di allenatore. Cosentino l’aveva preannunciato “chi non farà quello che deve fare non continuerà quest’avventura”. A pagare la pessima performance del Catanzaro Calcio, dunque, il mister. Anche se supportato dalla tifoseria è la sua testa a cadere Domenica. Salvatore D’Urso, allenatore in seconda dell’era Cozza e tutto lo staff tecnico danno le dimissioni e salutano la squadra. Le dimissioni non vengono accettate, ma questo chiude la possibilità all’ipotesi che potesse essere proprio D’Urso a sostituire Cozza fino alla fine della stagione.
Da Lunedì il via al toto allenatore, fra tanti nomi, subito uno si fa più insistente tra i rumor, è quello di Salvo Fulvio D’Adderio. Diverse indiscrezioni confermano questa notizia e dopo poche ore arriva l’ufficialità. D’Adderio sarà il nuovo allenatore del Catanzaro e ricoprirà questo ruolo fino alla fine della stagione. Affronterà le ultime tre partite ed avrà il difficile ruolo di mantenere la situazione attuale almeno invariata. Vincere sarebbe meglio. Queste le sue dichiarazioni alla presentazione: “Darò il mio contributo di forza, grinta e lavoro per ricompensare l’accoglienza ricevuta che, di solito, si riserva alla gente importante non a chi come me è fermo da tempo. Sono due notti che non dormo, dopo un anno e mezzo si è riaccesa in me una fiammella che forse si era spenta. Spero di ricominciare il cammino interrotto”. Un pensiero anche per il suo predecessore Francesco Cozza: “Ciò che ha passato l’ho provato anche io”. Poi si pensa subito al campionato e al lavoro da svolgere sul campo per conquistare la salvezza: “Dobbiamo trovare l’equilibrio giusto. Io non conto nulla se quelli che scelgo non fanno la loro parte per arrivare al risultato. Il risultato ora è primario. Tutte le altre considerazioni sono secondarie”.