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Calcio: il Catanzaro è già una squadra. Se cresce un pò può puntare in alto

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La sconfitta di Latina ancora brucia in casa giallorossa. Brucia perchè avrebbe potuto essere evitata con un pizzico di accortezza

e di fortuna in più. Ripassando a mente fredda quanto accaduto in terra pontina mister Ciccio Cozza può scegliere se utilizzare gli spunti per essere contrariato o quelli positivi. O, più probabilmente, entrambi.

 

Il Catanzaro ha evidenziato buona personalità, gran tenuta del campo sotto il profilo tattico, buona condizione atletica. Insomma, Cozza ha già creato una squadra, nel senso più completo del termine. Il tecnico giallorosso, tuttavia, sa bene che è necessario lavorare su alcune sbavature che in una categoria come la Prima Divisione segnano la differenza tra un risultato positivo e uno negativo. I cali di concentrazione a questi livelli si pagano a carissimo prezzo e, infatti, le uniche due circostanze nelle quali i calciatori giallorossi hanno palesato distrazione hanno generato prima un’inferiorità numerica protrattasi per tutto il secondo tempo e poi il gol della vittoria siglato da Barraco che, talentuoso fin che si vuole (ma anche questo è un dato ben conosciuto), ha goduto della massima libertà per coordinarsi e battere al volo da fuori area un assit proveniente direttamente da corner.

Detto questo, la sensazione, dopo le prime due gare di campionato, è che, crescendo in fretta in termini di esperienza, il Catanzaro possa garantirsi un campionato nel quale inserirsi anche nella lotta per i playoff.

Per far questo, però, Cozza deve risolvere qualche problema in fase di attacco (la partita col Barletta non fa testo, dal momento che ad un certo punto era saltata ogni logica e sembrava un circo) e sulle fasce, soprattutto in difesa.

In attacco, pur potendosi comunque parlare di “fase offensiva” nel complesso positiva,  non disponendo di bomber autentici collaudati per la categoria, quelli – cioè – in condizione di crearsi da soli le palle-gol, serve un raccordo più continuo, sotto forma di rifornimenti per le punte, da parte del centrocampo e degli esterni. Quegli esterni – e veniamo al secondo punto – che in più di qualche caso, soprattutto sulla corsia di destra, non sono riusciti a garantirte adeguate spinta e copertura.

Il torneo, tuttavia, è lungo e le note positive sono di gran lunga più incoraggianti dei problemi. La gara di domenica prossima, quando al “Ceravolo” scenderà il Benevento, una delle favorite per la vittoria finale, aiuterà a comprendere  quanto la cocente delusione di Latina abbia già inciso postitivamente sul processo di maturazione di una squadra che, tra l’altro, si ritrova per la prima volta dopo mesi a dover convivere con una settimana di lavoro successiva ad una sconfitta.