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Viola: La città si è davvero stancata

di Gianni Tripodi – No, non è un déjà vu, è un incubo.

Fino a due giorni fa i tifosi hanno seguito con grande interesse gara 2 tra Caserta e Nardò per capire quale sarebbe stato il prossimo avversario della Viola in semifinale e invece il sogno playoff, appena iniziato è già finito.

L’anno scorso, seppur in maniera diversa, la Viola subì una mega penalizzazione di -34 punti inflitta alla società neroarancio a causa dell’irregolarità nella fideiussione di iscrizione al campionato e dopo aver conquistato meritatamente i playoff sul campo, il team di coach Marco Calvani non solo non riuscì a giocare quei playoff, ma arrivò anche la retrocessione in serie B. Un colpo durissimo per la città che passò un estate d’inferno, con la vendita del titolo a Barcellona che fece sparire la Viola.
I problemi burocratici e l’avvento di Coppolino che mantenne in vita la Viola sono ormai storia vecchia. L’addio di Coppolino, il quasi ritiro dal campionato, la società in liquidazione, il Comitato, il Trust e l’arrivo della Mood Project vanno ancora di più a rendere il tutto degno di una serie tv a puntate, ma per la città di Reggio non è stata affatto appassionante e avrebbe volentieri fatto a meno di viverla in prima persona.

Alla fine dei conti, quest’anno, ai quei maledetti playoff, la Viola ci è arrivata e quella “banda di matti”, non pagati, che gioca da ottobre solo per la maglia, ha voluto strafare, vincendo due gare su due contro Pescara, regalando alla città di Reggio, la possibilità di giocarsi le semifinali.

Quelle semifinali che il team di coach Mecacci non potrà più giocare perché, ancora una volta, la società è stata punita, ma punendo la società è stato punito, ancora più pesantemente, un gruppo di uomini che, così come il gruppo dell’anno scorso, con tutto questo, non ha nulla a che fare.

La città ormai è stanca, per il secondo anno consecutivo, l’ennesima delusione, l’ennesimo incubo che si ripete.

Ma è davvero così difficile fare basket a Reggio?
Ora, non sappiamo se il bonifico che Alessandro Menniti ha dichiarato essere stato effettuato regolarmente da banca extra SEPA arriverà il 7 maggio alla FIP che potrà poi discutere l’eventuale riammissione ai playoff della Viola, quello che sappiamo, anzi ne siamo certi, è che ci siamo stufati per il secondo anno consecutivo di scrivere di vicende extrasportive e non di imprese compiute sul parquet.

La città si sente tradita, una parte era tornata a fidarsi di nuovo, l’altra invece, non ne aveva voluto più sapere. E adesso? Non lamentiamoci più se la città non si identifica in questa Viola, come dargli torto.

Se verrà riammessa giocherà i playoff e finirà il campionato e poi? Il prossimo anno cosa succederà? I debiti che si porta dietro chi li pagherà? Che fine faranno? Ma davvero non sarebbe meglio ripartire da zero, dal basso, senza debiti e con grande entusiasmo?

Quel che è certo è che il nome della Viola non deve più essere macchiato, non lo merita la città, non lo merita il giudice.