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Viola, quale sarà il tuo futuro?

di Gianni Tripodi – Stagione conclusa con 18 vittorie e 36 punti conquistati, terzo posto in classifica e approdo alla posta season. No, purtroppo non è andata così, il lieto fine dopo un campionato decisamente straordinario non c’è stato. Con l’ultima gara vinta contro Napoli del 22 aprile la Viola ha terminato la sua corsa, con il pubblico del Pala Calafiore tutto in piedi ad applaudire un gruppo che dal mese di ottobre è riuscito a riaccendere l’entusiasmo di un’intera città, scene da film, con lacrime e abbracci che si sono sprecati, emozioni a fiumi con in sottofondo il grido assordante della curva “Massimo Rappoccio”: “Questa gente non retrocede”, già, non doveva, retrocedere. E’ finito il sogno, è finito tutto, con una retrocessione, ma non sul parquet, in serie B. La decisione del tribunale federale in merito alla vicenda fideiussione con la penalizzazione di 34 punti è stata confermata anche nel secondo grado di giudizio, addio A2. E i nostri eroi? Perché è di eroi che parliamo, che fine hanno fatto? C’è chi come Benvenuti, Carnovali, Caroti e Roberts sono ancora in città, chi ha fatto ritorno a casa come Pacher e chi come Patrick Baldassarre ha deciso di continuare, di giocare quei playoff, purtroppo però con dei colori differenti addosso, quelli dei Lugano Tigers. Il condottiero di questo fantastico gruppo, coach Marco Calvani, è tornato nella sua Roma con un po’ di amarezza e con tanti rimpianti per non aver potuto disputare quei playoff strameritati sul campo. Due giorni fa sono arrivate le motivazioni del secondo grado di giudizio sulle quali, la Viola, dovrà assolutamente con forza impostare la propria difesa, davanti all’Alta Corte del CONI, per l’ultimo e decisivo grado di giudizio. La speranza è quella di una clamorosa riammissione al prossimo campionato di A2 che ribalterebbe tutto. Nel frattempo circolano già i primi rumors, nuovi ingressi in società, uscite di scena, insomma tanti cambiamenti, ancora è troppo presto però, ne sapremo di più solo dopo l’ultimo grado di giudizio. L’interrogativo costante dell’interà città è sempre e solo uno: “Viola quale sarà il tuo futuro?”