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Viola, è davvero finita?

di Gianni Tripodi – Dal sogno playoff all’incubo retrocessione, tutto in 24 ore. Al termine della sfida di ieri, vinta con merito contro Trapani, i nero arancio avevano ottenuto, con ben tre giornate di anticipo dalla fine del campionato, la matematica certezza di poter disputare i playoff. Un traguardo straordinario e certamente impensabile ad inizio stagione per un team, quello di coach Marco Calvani, che aveva riacceso l’entusiasmo di un’intera città, la gioia però è durata davvero poco. La doccia fredda è arrivata nel tardo pomeriggio odierno direttamente dalla capitale. La sentenza del Tribunale Federale, in merito alla vicenda fideiussione è stata pesante, pesantissima. 34 punti di penalizzazione in classifica per la Viola da scontarsi in questa stagione, tre anni di inibizione per il patron Giancesare Muscolino e un anno di inibizione per il presidente Raffaele Monastero. E’ come se da ottobre, Fabi e compagni non fossero mai scesi sul parquet, il gran lavoro svolto fino ad oggi, le belle prestazioni e le vittorie prestigiose non sono servite a nulla. La Viola più bella degli ultimi dieci anni è costretta ad arrendersi, a sventolare bandiera bianca per vicende extrasportive. La società si è sempre dichiarata parte lesa, ma non è riuscita a dimostrarlo, non è bastato nemmeno il deposito cauzionale con il bonifico da 100.000 euro, effettuato a favore della Lega, in sostituzione della fideiussione come garanzia per i propri tesserati. Con l’incubo retrocessione che da questa sera non farà più dormire un intera città, si attende adesso il secondo grado di giudizio della Corte Federale di Appello, ma che avvenga un miracolo è davvero impensabile. In caso di doppia condanna i nero arancio potranno infine ricorrere all’ultimo grado di giustizia sportiva, ovvero l’Alta Corte del CONI, ma i tempi saranno lunghissimi. A Reggio si sta consumando un dramma, Viola, è davvero finita?