Home / Sport Strillit / BASKET / Viola basket: per la prima volta Branca e Monastero face to face. Dal passato al futuro.

Viola basket: per la prima volta Branca e Monastero face to face. Dal passato al futuro.

Sulla Viola il sottoscritto non si era mai più pronunciato dal giorno delle sue dimissioni, l’8 luglio del 2016. In esclusiva per strill.it il Presidente Monastero non aveva mai parlato e allora ho pensato di offrire ai lettori una cosa vera e genuina: il resoconto integrale di una chiacchierata tra un Presidente e un ex Presidente, senza infingimenti, retorica o taglio giornalistico.

(giusva branca)

Questo il resoconto integrale

Branca: Presidente, come stai?
Monastero: Ciao Presidente, mi metti subito in crisi… la prima domanda é troppo impegnativa, passo…

B.Come sei stato un anno senza di me? Ti è mancato fare a “testate” col sottoscritto?
M. Rimpiango sinceramente sia i confronti sia le testate, ma soprattutto la tua fantasia, che spesso mi ha dato spunti importanti

B. Ma ricordi quando ti telefonai, nella primavera  del 2015, per chiederti di fare il vicepresidente? Anzi, ti chiesi di fare l’Amministratore Delegato…
M. Era Maggio, me lo ricordo bene. Mi hai detto “ho bisogno di te per fare la Viola” e io ti ho risposto “si” senza esitare. Tu mi hai chiesto “sei sicuro, non vuoi pensarci?”, io ti ho risposto “la Viola é nel mio DNA, so che me ne pentirò ma non posso sottrarmi dalla mia città, sono fiero delle mie origini e questa maglia fa parte della mia storia personale”.

B. Ce lo dicemmo fin da subito: il progetto di “riaccensione” del sacro fuoco Viola doveva passare a un certo punto da una managerializzazione dell’intera struttura
M. Si, assolutamente. Senza se e senza ma, oggi per costruire un Club sportivo occorre prima di tutto un management di assoluto livello e poi una società molto forte, in particolare a Reggio che verso questo nome, Viola, ha aspettative diverse da ciò che oggi la città é capace di sostenere. Ma questo é un bene non un male, vuol dire che siamo vivi, difendiamo i nostri vessilli cittadini e vogliamo costruire.

B. …anche perchè fummo subito d’accordo, il territorio era (ed è) spremuto, soprattutto economicamente
M. Il territorio é sfiancato, ha bisogno di gente che creda anche ciecamente o solo follemente che Reggio possa uscire dall’assuefazione a logiche morbose e stantie, da una mentalità di attesa di qualcosa di non precisato, di sconfitta latente, e crescere partendo dalla propria antica identità di popolo generoso, alacre, disponibile e fiero.

B. Avevamo pianificato il nostro avvicendamento, ma questo non lo sapeva nessuno all’esterno…
M. Speravo non fosse necessario, ma é stato doloroso e pesante anticiparne i tempi.
Il percorso sin dall’inizio l’hai tracciato proprio tu, l’abbiamo condiviso e avviato esattamente come inizia a conformarsi oggi… mi hai chiamato per questo, no?

B. Certo, esattamente; poi, però, gli errori che facemmo nella stagione 15/16 resero necessario, appunto, un cambio di passo anticipato, e là la proprietà e la tua attività di manager dovettero ripianare un buco molto importante…
M. La squadra della stagione 2015/16 avrebbe meritato miglior fortuna, ma gli errori che corrispondono a precisi fatti, atti, valutazioni e persino nomi e cognomi, hanno permesso di guardarci dentro fino in fondo e mettere a nudo tutto ciò che era ed è necessario fare per ricreare una realtà sportiva virtuosa e con potenzialità forse non ancora espresse, nonostante la Storia.

B. Diciamo anche che in quella stagione furono numerosi gli atti di killeraggio più o meno occulti nei confronti della società, a partire da chi ci lasciò in braghe di tela addirittura dopo comunicato congiunto di presentazione, per la qual cosa rischiammo di non iscriverci nemmeno. E là fosti proprio tu a recuperare le risorse per l’iscrizione, prima ancora dello sponsor Bermè: te lo segnalai come idea e tu mi facesti trovare direttamente il contratto pronto per la firma…
M. E’ andata così, ma non sono uno che recrimina o porta rancore. Chi vuole costruire qualcosa in un ambiente depresso e con ben noti problemi, deve sapere bene che i tentativi di killeraggio metodologico o, peggio, di parassitismo sono all’ordine del giorno. Una società forte non può essere scalfita da problemi sociali e ambientali.

B. A proposito di bugie…chiariamo che Bermè pagò bene e con grandissima puntualità…
M. Tutti gli amici trentini di Dolomiti e Ninì Manti sono stati partner commerciali di primissimo livello e li ringrazieremo sempre per la correttezza e il sostegno pieno e puntuale. Anche oggi da parte di tutti loro, con cui mantengo i rapporti, c’è grande simpatia e attenzione ai nostri risultati e al nostro percorso.

B. Dove sbagliammo in quella stagione secondo te?
M. Avremmo dovuto cominciare dalle fondamenta, non dalle facciate che sono poi crollate al primo soffio di vento. Abbiamo creduto erroneamente che un Main Sponsor, la Storia e il DNA fossero sufficienti rispetto alla consistenza societaria ed alla qualità professionale dell’organizzazione.

B. Veniamo ai giorni nostri: siete reduci da un’altra stagione travagliata, ma io stavolta non c’entro…ahahah
M. Riprendo la precedente risposta. Abbiamo messo a nudo, scoperchiato e affrontato tutte le criticità che si sono accumulate attorno e dentro al Club e i debiti erano solo parte di esse. Abbiamo affrontato tutto senza sponsor e senza incassi al botteghino, contro l’ostracismo dei soliti reietti (tutto il mondo é paese), senza o con pochissime risorse professionali: é stata dura.

B. E ora? Dai, dimmi qualcosa, non mi fai sapere niente, dimmi delle prospettive, dei programmi, al past president li puoi confessare…
M. Crescere con Reggio e se ve ne fosse bisogno anche aiutare a crescere Reggio rappresentandone degnamente l’identità. La Viola non può non avere questo obiettivo, il resto é puro metodo.
Cerco il coinvolgimento di forze imprenditoriali importanti che credano nella Viola e la sostengano come veicolo di forte portata nazionale e soprattutto che a Reggio si possa davvero costruire qualcosa, a cominciare dal Basket.

B. Sai cosa penso? Che spesso tu sia stato troppo ruvido, troppo aggressivo nella gestione delle situazioni…una litigiosità eccessiva, ecco, almeno così mi è sembrato
M. Sono sopravvissuto al “tempaccio con il Latina”, ai debiti, agli addetti alle macchine etichettatrici e ai playout, avrò anche qualche umana debolezza… (risata di gusto)
Battute a parte, é vero che sono particolarmente intransigente ma assolutamente non ho l’indole litigiosa. Nella situazione in cui ho assunto la responsabilità della Viola, e tu la conosci meglio di tutti, mettendoci la faccia, tutte le risorse economiche e professionali di cui sono capace, dedicando del tempo per amore e sottraendolo al mio lavoro e alla mia famiglia, e anche questo tu lo sai meglio di tutti in “che” situazione, non faccio compromessi o l’ipocrita. Sto dando tutto alla mia città senza chiedere nulla e senza interessi, per Amore, questo è il presupposto. Affrontare faccia a faccia i problemi, anche di mentalità, accollarseli tutti e non fare passi indietro, comporta anche il rischio di apparire o reagire in modo diverso da ciò che si é. Quando le acque sono calme poi é sempre tutto più facile e diventa diverso anche il metro di giudizio rispetto a ciò che appare.

B. Posso chiederti del tuo rapporto con i tifosi?
M. Da dove comincio, dal sorriso di Simona Chirico che mi consegna a sorpresa il premio dei Tifosi Viola a Legnano e mi fa mancare il respiro per l’emozione?

B. E la Viola, invece, in che rapporto è con i suoi tifosi?
M. Questa domanda la rivolgerei a tifosi storici come Salvatore Mamone o a Tiberio La Camera, da oltre trent’anni accanto alla Viola. Ti risponderanno molto meglio di me.

B. Ma mi spieghi come vedi il legame tra la Viola e il suo territorio? Mi spiego meglio: come si fa a lasciarsi spingere dall’impagabile abbraccio della gente senza effetti collaterali legati a un certo modo deteriore, forse malato, certo tipico del nostro territorio di interpretare i rapporti?
M. Rimango della mia convinzione che una società forte, personalità importanti e professionisti seri possano dare quella consistenza che crea l’immunità dal negativo del territorio e dell’ambiente esterno. L’abbraccio della gente é necessario e la Viola a sua volta deve tendere ad abbracciare la propria gente coinvolgendola nel nome dello Sport ed emarginando così naturalmente tutto ciò che nel contesto é eterogeneo.

B. E quindi cosa serve oggi? Non credi che ci sia il rischio di allontanare la Viola dal territorio stesso?
M. Parliamo del corpo che trasporta l’anima o dell’anima che fa muovere il corpo? 
Di che territorio parliamo? La Viola é parte trainante del territorio ma non preda.
Questo argomento é stato talvolta usato come falsa demagogia da chi non può “usare” la Viola ai propri fini, in buona o cattiva fede. Siamo nell’era social, Umberto Eco é stato crudo ma schietto sul tema.

B. La Viola del film “Viola contro tutti”, quel suo modo di essere concepita dalla gente sono veramente così lontani oggi?
M. Anni luce. Quella Viola, quel contesto, quella Reggio, non ci sono più. Le cose si evolvono con il tempo, rimane la Storia importante che abbiamo il dovere di valorizzare con il presente e non farla morire o, peggio, mantenerla nella mediocrità, nel limbo della sopravvivenza a vista. Non si vive di rendita o di bluff in nessun campo.

B. Il futuro, è evidente, ce lo dicemmo tante volte, passa necessariamente da un certo tipo di utilizzo degli impianti…
M. Il futuro della Viola ha una sola strada che passa dal Centro Sportivo e dal Palasport. Il dialogo con il Sindaco, disponibile e presente, é sempre aperto e in itinere per trovare le soluzioni definitive alle strutture, che hanno bisogno di interventi radicali e urgenti.

B. Hai cambiato ancora una volta il cda, intuisco di novità anche nella struttura del club, posso chiederti quale è la logica, quali sono le motivazioni che stanno dietro queste scelte?
M. La scorsa stagione era necessariamente transitoria e prodromica alle scelte inevitabili e improcrastinabili che hanno avuto come obiettivo innalzare notevolmente lo spessore qualitativo del Club.
Le figure del Prof. Vicari (General Counsel), del Prof. Santosuosso e dell’Avvocato Salmini, sono in tal senso il concreto e necessario valore aggiunto per la crescita ulteriore programmata (ti ricordo, proprio da te).
Lo staff è stato selezionato ed é oggi composto da risorse qualificate, competenti e affidabili.

B. Dimmi tre cose che non rifaresti oggi
M. Risponderti al telefono in quel maggio del 2015, ascoltare Vivaldi e leggere Coelho…

B. E ora dimmene tre che vuoi fare e che ancora non sei riuscito a fare
M. Non ci penso nemmeno, potresti prendermi sul serio e scriverlo.

B. Obiettivi a tre anni?
M. Il percorso di risanamento e consolidamento non è mai breve, soprattutto in un Club che si chiama Viola.
Raggiunti e consolidati tutti gli equilibri (finanziario, commerciale, botteghino, strutture e organizzazione), potremo darci degli obiettivi sportivi che abbiano ambizione graduale, diversamente faremmo solo proclami inconsistenti e con le gambe corte.

B. Ci vediamo domenica al palasport? Mi raggiungi nel mio angolino?
M. A tuo rischio e pericolo.