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Basket – Viola, per uscire dalla crisi basta trovare un leader?

di Gianni Tripodi – Quattro sconfitte consecutive e l’impressione che non si sia ancora arrivati alla risoluzione di una crisi che dura già da troppo tempo. Il roster costruito quest’estate dalla società ha degli evidenti limiti tecnici, l’impegno da parte di tutti c’è, ma non basta più. Eppure Paternoster ha provato in tutti i modi ad invertire il trend negativo rivoluzionando per l’ennesima volta in questa stagione il quintetto iniziale. Un forte segnale lanciato ai suoi ragazzi, ogni singolo atleta deve meritarsi i minuti sul parquet e non c’è nessuna differenza tra un under e un over, tutti sono sullo stesso livello. Ecco perché lunedì contro Ferentino il coach potentino ha deciso di far sedere in panca quegli uomini che hanno avuto un rendimento al di sotto di ogni aspettativa. Di Marulli ne avevamo già parlato, dopo Agrigento, le sue prestazioni sono state più che deludenti e Paternoster ha deciso di dare fiducia al giovanissimo Caroti che bene ha fatto nei 24 minuti sul parquet contro Ferentino, 8 punti ed una buona difesa, ma non ci si poteva aspettare di più.

Panchina dal primo minuto anche per Lupusor, l’italo moldavo dal rientro dall’infortunio non ha ancora mostrato tutto il suo potenziale e gli è stato così preferito Fallucca (0 punti in 17 minuti) che ha però fatto rimpiangere a lunghi tratti del match il giovane Ion. La vera sorpresa è stata l’esclusione iniziale di capitan Fabi, l’argentino ha subito una e vera e propria involuzione, 18.4 punti di media nelle prime cinque giornate di campionato, solo 8 negli ultimi quattro incontri. E’ stato così dato spazio a Guaccio che deve però ancora crescere tantissimo (3 punti in 10 minuti). L’unico inamovibile è Ivica Radic, il centro croato sin dall’inizio del campionato, dalle vittorie (poche) alla sconfitte (molte) si è sempre contraddistinto per l’impegno e la costanza di rendimento. Non a caso, nonostante la Viola navighi all’ultimo posto della classifica, dopo il premio di miglior giocatore del mese di ottobre, è stato eletto miglior giocatore della nona giornata del girone Ovest, 24 punti (11/18 dal campo) e 16 rimbalzi le sue cifre registrate in occasione della gara contro Ferentino. E Legion? Nonostante una media di 16.7 punti a partita l’americano non incide come dovrebbe, non è decisivo.

La società starebbe seriamente pensando di tagliarlo per tornare sul mercato e prendere un giocatore che abbia peso, che sia il “go to guy” della squadra, un leader. E’ proprio su questa definizione che si è soffermato in conferenza stampa al termine del match contro Ferentino coach Paternoster. “Leader non si diventa, leader lo si è. In questa squadra non c’è un leader, ma spero di averlo presto. Si è leader a qualsiasi età, anche a vent’anni”. Una frase che lascia tante porte aperte (Marco Lagana?), un forte segnale lanciato alla società che dovrà trovare a campionato in corso un giocatore (play/guardia americana) che sia in grado di guidare i compagni verso la vittoria e sollevarla nei momenti di maggiore difficoltà. Ma basterà davvero un “leader” per uscire dalla crisi?