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Calcio, Serie D – Palmese, Vitale: ‘Ci aspettano 17 finali’

E’ arrivato da poco più di un mese, ma già ha fatto vedere di che pasta è fatto: Michele Vitale, centrocampista che sa unire qualità e quantità, non ha peli sulla lingua e gli stata subito riconosciuta una leadership che si è guadagnato non solo negli anni, durante i trascorsi della sua carriera (ovunque è andato ha sempre fatto bene e lasciato il segno), ma soprattutto siglando il gol all’esordio con la maglia della Palmese, in occasione della sfida contro il Palazzolo, in cui i neroverdi erano tornati alla vittoria dopo un periodo di astinenza. Un gran bel biglietto da visita da parte di un centrocampista che certamente mister Pellicori conosceva già alla perfezione, tanto da integrarsi subito con i nuovi compagni ed essere buttato nella mischia il giorno dopo il suo arrivo al Lopresti di Palmi. Giocatore granitico, è uno di quei colpi fortemente voluti dalla dirigenza e dal mister, in stretta sinergia con le manovre del direttore Antonino Laganà, che vede in Vitale un autentico trascinatore per caratteristiche umane, elemento indispensabile in questa Palmese che è stata ricostruita a dicembre. Vitale ha dimostrato, al pari dei nuovi arrivati, di avere quella fame e quella cattiveria richiesta da mister Pellicori, con l’intento di far rigare dritto il collettivo e orientarlo verso l’obiettivo comune, tutti verso un’unica direzione. Lo abbiamo intervistato al termine dell’allenamento di rifinitura, in vista di Palmese-Sancataldese:

 

“Per noi questa partita deve essere un nuovo punto di partenza, che ci deve far trarre gli stimoli giusti per fare un grande girone di ritorno, che ci deve permettere di salvarci, come la società merita – ha detto il centrocampista ex Scalea – Saranno 17 finali e noi dovremo affrontare ognuna di queste con il sangue agli occhi, un po’ come quello che è uscito fuori dopo la vittoria ritrovata con il Palazzolo. Quello con l’Igea Virtus infatti non può che essere solo un incidente di percorso, per quanto credo che meritassimo il pareggio. La prestazione della squadra è stata positiva”

 

Michele Vitale ha parlato poi del suo passaggio alla Palmese a dicembre, “un’opportunità da cogliere al volo”…

 

“La scelta dopo la chiamata del direttore Laganà, sapendo dell’interesse anche del mister Pellicori, è stata immediata, anche perché mi trovavo in Eccellenza e il mio obiettivo era giocarmi un’altra carta con una società di categoria superiore. Non ci ho pensato su due volte, ho fatto la valigia e sono arrivato subito a Palmi, mettendomi a disposizione dell’allenatore e della squadra. Il mister mi aveva già preparato al fatto che mi avrebbe buttato nella mischia già nella sfida col Palazzolo e questo mi ha fatto sentire importante e sono felice di averlo potuto ripagare con il gol del provvisorio pareggio all’esordio. Poi abbiamo anche vinto quindi la felicità è stata doppia. La Palmese era un’opportunità da cogliere. Un altro motivo che mi ha spinto a scegliere la Palmese è stata la presenza di Nello Gambi, un amico oltre che un compagno di squadra, con il quale ho già giocato con Castrovillari e Gioiese, e che mi ha sempre parlato bene del progetto che c’era a Palmi”

 

Al di là dei motivi già elencati, cosa hai visto nella Palmese rispetto ad altre squadre che avevano fatto richiesta delle tue prestazioni sportive?

 

“Inizialmente ho avuto tante chiamate, tra cui anche l’Isola Capo Rizzuto e tante squadre di Eccellenza. Ho deciso di iniziare a Scalea essendo molto vicino al presidente Giancarlo Formica, c’era un progetto vincente, fatto per poter vincere il campionato, però poi così non è stato perché purtroppo per via di tante situazioni che non sto a dettagliare, ho deciso di lasciare, ma sempre in ottimi rapporti. Sia la categoria superiore che il fatto di essere allenato da uno come Pellicori, ho deciso di venire qui. L’ho avuto compagno di squadra, ma devo dire che da allenatore mi ha sorpreso. Per uno della sua caratura, ad ogni modo, era inevitabile intraprendere questa strada e avere questo impatto con noi giocatori. Ho giocato anche nelle altre squadre della Piana, e ho sempre visto la Palmese come una grande squadra, di tradizione e blasonata, senza nulla togliere a Taurianovese, Cittanovese, Gioiese. Il nero verde ha il suo fascino e la sua storia”

 

A proposito della sua storia, il presidente Carbone ha scritto molte pagine sicuramente tra le più importanti della tradizione secolare della Palmese. Che presidente hai trovato a Palmi? Che rapporto hai con lui?

 

“E’ una persona diretta e responsabile, che è in grado di metterti a tuo agio, ti viene incontro ad ogni esigenza, tiene molto alla sua struttura e al bene dei suoi giocatori e dei suoi tesserati. Ho trovato un punto di riferimento solido, una persona sulla quale poter contare e, cosa rara al giorno d’oggi, una persona che mantiene e onora gli impegni presi. Il gol al Palazzolo è stato un bel biglietto da visita, tengo molto al suo giudizio e spero sempre di vederlo gioire. Un presidente che fa enormi sacrifici per mantenere una categoria importante ad una piazza con un storia centenaria e che in questi anni non solo ha vinto, ma lo ha fatto anche stabilendo record europei, non è soltanto un presidente, ma è l’esempio di chi con ambizione, è determinato a raggiungere grandi risultati, secondo gli obiettivi che si è posto e ha programmato con saggezza. E’ contagioso nel suo modo di fare e noi tutti cerchiamo di prendere esempio da lui. Ho seguito naturalmente la sua conferenza stampa di fino anno e mi affascinano i progetti futuri, volti a garantire miglioramenti e ulteriore sostentamento all’ambiente nero verde. La Palmese, con questo presidente, è in una botte di ferro. In società, è evidente e sotto gli occhi di tutti il fatto che lui si sia attorniato di gente competente e si sia affidato con raziocinio a profili dirigenziali qualificati. Oltre a Laganà, c’è Domenico Zoccoli, autentica risorsa di questa struttura, e sicuramente me ne sfuggono altri, ma la loro è una presenza costante e il presidente ha preso le scelte giuste per ovviare ad alcune precedenti che si sono rivelate non molto felici. E’ una persona che ci mette tanto cuore e merita profili di questo livello in società, gente che lavora nel nome della Palmese”

 

Cosa pensi del lavoro svolto dalla dirigenza? Siete quasi tutti nuovi rispetto all’inizio della stagione, come giudichi l’opera sul mercato del direttore Laganà?

 

“Credo che la società sapeva già come affrontare una situazione che si preannunciava molto complicata e lo spogliatoio ne ha tratto giovamento. Si è subito instaurato un solido rapporto di amicizia tra tutti noi, perché per centrare i propri obiettivi c’è sempre bisogno di un grande gruppo, siamo una grande famiglia, lottiamo l’uno per l’altro, ad ogni difficoltà ci stringiamo e stiamo uniti, come del resto sta cercando di fare il direttore Laganà e ci sta riuscendo molto bene con la sua gestione. In ogni caso siamo davvero una grande famiglia e vogliamo tutti lo stesso obiettivo. D’altronde la società è stata chiara, ma non poteva trasmetterti altrimenti, visto che all’interno dei quadri dirigenziali operano tutti per uno e uno per tutti. E in questo modo doveva essere ed è nato spontaneamente anche tra noi giocatori, formando così un nucleo solido per il bene della Palmese, che ci onoriamo di poter rappresentare. Essendo un gruppo nuovo, non era certamente facile unire tante teste, ma la volontà da parte di tutti, di mettersi in gioco e a disposizione della squadra e non del singolo, non è mancata. E si stanno già vedendo i frutti della gestione di Antonino Laganà”

 

Le vacanze natalizie sicuramente saranno state autentico fieno in cascina per amalgamarvi al meglio e migliorare nel gioco di squadra, sfruttando la sosta e gli allenamenti, che tolti i giorni festivi, sono stati incessanti…

 

“Penso che il direttore Laganà ha fatto ottimi acquisti e prima di vedere il lato calcistico, abbia visto il lato umano, prendendo giocatori che hanno voglia e fame, aspetti che ci permetteranno sicuramente di fare la differenza, e con queste qualità arriveremo all’obiettivo prefissato. Ha fatto una rivoluzione in squadra, ma ha operato alla grande. Tutto ciò lo abbiamo riscontrato negli allenamenti, conoscendoci meglio e notando che siamo tutti elementi con una gran voglia di raggiungere la salvezza, accantonando personalismi, ma pensando solo al bene comune. Con questa mentalità riusciamo ad alzare l’asticella durante la settimana e sono sicuro che miglioreremo ancora”

 

Come arrivate alla sfida contro la Sancataldese, dove troverete anche due ex di turno come Meringolo e Franza…

 

“Abbiamo lavorato sodo, come già detto, durante queste vacanze, pensando soltanto a questa partita, sapendo come questa costituisce un punto di partenza, dove abbiamo soltanto un risultato: la vittoria. Giocheremo tutte queste 17 finali con il coltello tra i denti, anche perché per noi adesso inizia una serie di partite tramite le quali potremmo tirarci fuori dalla zona playout, alcuni essendo anche scontri diretti, decisamente alla nostra portata. Vincendo potremo avere più serenità per migliorare e lavorare ancora di più verso l’obiettivo. Per quanto riguarda Nunzio e Santino, non posso giudicarli perché ci ho avuto a che fare solo per qualche giorno, e nonostante questo sono due ottimi ragazzi, quindi in bocca al lupo e che vinca il migliore, cioè noi”