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Lega Pro, lo sfogo di Cristiano: “Vado in D. Ormai si gioca solo se hai lo sponsor“

Uno sfogo in piena regola quello di Andrea Cristiano, giocatore dal lungo trascorso in serie B e ora ‘costretto’ a ripartire dalla serie D. Dopo aver indossato tra i cadetti le maglie di Albinoleffe, Ascoli, Empoli e Varese, il centrocampista classe ’84 ricomincia dai dilettanti del Ghivoborgo.

“Tolte le 7-8 big che puntano a vincere, in Lega Pro il livello tecnico si è abbassato molto. Ormai non c’è differenza con la D nè dal punto di vista economico nè di competitività. Il livello tecnico -dichiara Cristiano a GazzaMercato- si è impoverito. Non si sceglie più un giocatore perché è forte e ha determinate qualità, ma per altri motivi…”.

Allusione precisa e definita, l’ex Albinoleffe chiarisce il pensiero e fa emergere l’amarezza…: “Gente che viene con lo sponsor per essere ingaggiata oppure presa perché qualcuno deve un favore a qualcun altro. Si va avanti per raccomandazioni e non per capacità. Non c’è piú meritocrazia. Il mio è uno sfogo, non è che pretendessi chissà cosa, ma neanche una chiamata dopo 250 partite in B e otto mesi l’anno scorso alla Lupa Roma in terza serie mi hanno ferito. Potevo ancora essere utile a qualche squadra”.

Calcio italiano in evidente difficoltà economica, Cristiano rivive l’esperienza negativa di Varese, ennesimo esempio di come diverse società negli ultimi anni facciano fatica a sopravvivere: “Ci hanno preso in giro. Ci siamo spalmati lo stipendio, rinunciando a parecchi soldi perché ci avevano garantito che sarebbe servito per l’iscrizione. Invece la società in estate è stata ceduta a dei soggetti sconosciuti stranieri e alla fine non si è iscritta. Siamo rimasti tutti in mezzo a una strada, perdendo un mucchio di soldi. In B e Lega Pro non si guadagnano grosse cifre e quando per mesi non ricevi lo stipendio le difficoltà quotidiane delle famiglie sono reali”.