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Cosenza, Mendicino: ‘Un solo obiettivo, passare il turno. Io leader? Sono un trascinatore’

Ettore Mendicino ha parlato del prossimo impegno con la Paganese e del momento della squadra, ecco le sue dichiarazioni: «Non abbiamo ancora fatto nulla, abbiamo raggiunto il primo obiettivo che avevamo prefissato, volevamo giocare questa partita in casa davanti il nostro pubblico per dare anche quel pizzico di entusiasmo in più e qualche carta in più, sia i nostri tifosi che il doppio risultato. Non sono molto contento della prestazione di domenica, tecnicamente forse ho sbagliato qualcosa di troppo fisicamente sono andato in crescendo: fortunatamente quest’anno non mi sono mai fermato. La doppia cifra? Sono luoghi comuni ma possono cambiare tanto nella vita di un calciatore, ci tenevo domenica ma, come ho detto a qualcuno, preferisco tenere credito per partite future che valgono qualcosa in più. Per il tipo di giocatore che sono ci tengo ad inquadrare la mia stagione sotto altri punti di vista, soprattutto la capacità di stare nel vivo del gioco ed al centro della manovra. Io e miei compagni siamo concentrati da tempo su questo obiettivo, ce lo siamo sudato, guadagnato e la cosa lampante è che, fondamentalmente, stiamo lavorando tantissimo per toglierci una soddisfazione: mentalmente siamo carichi, non dobbiamo tralasciare nulla ed essere convinti di poter raggiungere il nostro obiettivo, che per ora è passare il turno con la Paganese. Al di là della partita col Siracusa, nella quale non siamo stati capaci di reagire, in tante altre partite siamo stati pronti e cattivi al punto giusto: sono convinto che la strada da seguire sia quella giusta. Ho giocato due playoff e li ho persi entrambi, purtroppo, ma tanti miei ex compagni di squadra hanno avuto questa fortuna: Castiglia, che è cosentino, ci è riuscito col Como che era una outsider, questo fa ben sperare perché in queste gare ci si può aspettare di tutto. Le critiche sono derivanti dalle aspettative, forse qualcuno si aspettava che risolvessi le partite da solo: io ho bisogno dei miei compagni, di movimento, di essere servito in un certo modo, ragion per cui c’è stata una fase di adattamento, col lavoro ho ritagliato il mio spazio e raggiunto l’obiettivo che mi ero prefissato da protagonista, perché tale mi sento in questa squadra. Conosco qualcuno della Paganese, Firenze a Siena ha fatto un’ottima seconda parte di stagione: Grassadonia sa far giocare molto bene le squadre che allena, arrivano spensierati perché non si aspettavano di giocare i playoff, ma questo non credo li aiuti a far meglio perché noi venderemo cara la pelle. Dovremo fare una partita al massimo, con la carica giusta per evitare ogni singolo pericolo, anche perché sbloccare la partita ci darebbe un enorme vantaggio, ma questo non significa partire con la mentalità del doppio risultato. Io leader? Credo di essere una persona trascinante anche al di fuori dal rettangolo verde, nel calcio ho fatto già due volte da capitano ed ho 27 anni, ma la fascia è solo burocratica: l’essenziale è dare l’esempio ai propri compagni, ognuno ha la propria storia e può insegnare qualcosa agli altri».

Fonte: ilcosenza.it