Home / Sport Strillit / ALTRI SPORT / Tifanny, polemica infinita. Lega chiede nuovi documenti, la Golem: “E’ atto discriminatorio”

Tifanny, polemica infinita. Lega chiede nuovi documenti, la Golem: “E’ atto discriminatorio”

Chi si limitasse a leggere solo i tabellini si confronterebbe con un dato stastisto che pone inequivocabilmente Tifanny nella schiera delle giocatorici più forti di tutta la Serie A2.
Chi, invece, ne conosce la storia sa che colei che fa sognare Palmi in vista dei possibili play off in passato è stata Rodrigo.
Tutti i media nazionali si sono interessati di lei, ma adesso a porre il punto sulla questione sono le avversarie che non ci stanno a subire le sue qualità.
Per molti di loro è un uomo che gioca tra le donne e da più parti si sta sollecitando l’intervento degli organi competenti.
La verità è che la Lega Pallavolo Serie A femminile appare un po’ disorientata dal fatto che non esistano regole per le giocatrici trasngender e le mancate prese di posizione di Fipav e Coni, hanno indotto a chiudere l’intervento della Fivb (la Federazione Internazionale della Pallavolo) che, a sua volta, ha delegato alla federazione nazionale “l’ammissibilità degli atleti transgender in competizioni nazionali”.
Un grave buco regolamentare che ha portato ad una strana delibera della Fipav che chiesto alla Golem Palmi di “di presentare, come promesso, i documenti medico-legali che attestino il cambio di genere dell’atleta transgender tesserata e sino ad oggi non conosciuti né dalla Federazione Internazionale Pallavolo né dalla Federazione Italiana Pallavolo; di chiedere infine alla Lega di recepire nelle normative che predisporrà sul tema la Legge in vigore n. 164 del 14 aprile 1982 relativa al cambio di genere”.
Un provvedimento non gradito dalla società reggina che, pur sottolineando che il provvedimento non tocca in alcun modo l’operato della Golem che ancora una volta trova un’attestazione del non aver violato alcuna regola, va giù duro contro la Lega .
“Riteniamo – fa sapere la società – che l’atto della federazione sia da censurare per diversi motivi che brevemente vi
elenchiamo. Atto abusivo in quanto, non riteniamo sia competenza della Lega decidere sui tesseramenti e quindi delibera che possiamo già considerare nulla già solo per questo in quanto prevarica di fatto le prerogative che sono della Federazione Italiana di Pallavolo. Errore di prevaricazione che si può commettere solo da chi si ritiene “giusto” in esclusiva, tale da concepire inattaccabile anche una scelta che non gli compete”.
“Atto – rincara la Golem Palmi – evidentemente discriminatorio. Tutto ci saremmo aspettati, tranne che la
discriminazione fosse riportata nero su bianco in una delibera di Lega di Pallavolo. Si è riusciti con quest’atto a gestire lo sport come strumento della volontà arbitraria (quale prevaricazione del più forte sul più debole) e non come condizione della coesistenza sociale”.
“Atto – incalza il comunicato – che non tiene conto del fatto che comunque non può essere regolamentato sicuramente in sede nazionale, in quanto se l’atleta è tesserata da un’altra federazione, dovremmo poi dire che l’Italia non accetta atlete che provengono da altre federazioni, ma secondo un proprio criterio che riporterebbe l’Italia nella classifica dei diritti in posizione da play-out”.
Atto che sarebbe applicabile solo ed esclusivamente a chi si è dichiarata nei media “transgender”, in quanto se arrivasse donna con documenti da donna da altro stato, ma anche dall’Italia (in quanto tutto questo è palesemente coperto dalla privacy), nessuno potrebbe sapere se la stessa un giorno era uomo o meno. O vogliamo fare una visita particolareggiata a tutte le atlete per verificarne “la razza pura”?
Atto fondato su un presupposto inesistente, ossia la mancanza di regole. Se noi abbiamo fatto il tesseramento lo abbiamo fatto secondo delle regole. Se queste non piacciono è un altro discorso.
O per regole si intende il fatto che non è previsto il terzo sesso? Vi sono norme che regolamento l’appartenenza di genere. Che sono chiare ed inequivocabili ch la Golem Volley Palmi ha rispettato e che, giustamente, il Coni e la Fipav si sono attenuti non prevaricando come giusto la legislazione”.
“Chiediamo – conclude il comunicato – pertanto l’immediato intervento della Federazione e del CONI, per richiamare la LEGA Pallavolo serie A Femminile al suo ruolo e a revocare quella delibera senza nessun senso, nessuna logica e soprattutto altamente discriminatoria. Non perché possa avere effetto in quanto riteniamo non valga a nulla, ma solo per il senso della decenza e del rispetto per la vita di chiunque e delle diversità di ognuno”.