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Tavecchio riforma il calcio: ecco come potrebbero cambiare i campionati

Le elezioni per la presidenza federale portano in auge diversi programmi, tra cui quelli dell’attuale numero uno del calcio italiano che sta studiando delle soluzioni che possano rendere il movimento professionistico credibile.

Il rendimento di Pescara, Crotone e Palermo sta facendo sbottare soprattutto le pay tv che chiedono una A a 18 squadre per rendere il prodotto più esportabile.

Ridurre il numero di formazioni del massimo campionato, tuttavia, non sembra essere un problema di Tavecchio che anzi è pronto a ridurre a due le retrocessioni per dare maggiore stabilità economica alle squadre e canalizzare altrove il paracadute.

Trenta milioni che verebbero destinati per due terzi ad una Serie B (destinata a diventare a 20 squadre) e per un terzo alla Lega Pro.

La cadetteria da 22 passerebbe a 20 squadre, con sole tre retrocessioni verso il terzo livello e solo due promozioni.

Tavecchio lascerebbe una una porta aperta ad un possibile spareggio tra la terzultima di A e una terza squadra proveniente dalla B, come accade in Germania.

E la Lega Pro? In 3-4 anni andrebbe portata da 60 a 40 squadre con il blocco dei ripescaggi, l’aumento delle retrocessioni e la diminuzione delle promozioni da una Serie D che dovrebbe avere anche un livello elite composto da quattro gironi da 18 squadre ed un livello inferiore.