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Calcio, il Cosenza di De Angelis ancora in fase di rodaggio. Ma si può aspettare?

Dall’esonero di mister Roselli ad oggi, la posizione in classifica del Cosenza non ha tratto particolare giovamento. Nessun riferimento e nessuna polemica sull’operato del nuovo tecnico De Angelis, semplicemente la constatazione di un campionato tutt’altro che semplice e le difficoltà a produrre gioco offensivo al cospetto di squadre che studiano l’avversario e cercano di bloccare qualsiasi fonte. Il giovane allenatore rossoblu sta cercando di inculcare una mentalità nuova, più aggressiva ed offensiva, una manovra ragionata che deve iniziare dai difensori, primi registi di un undici molto sbilanciato, almeno negli uomini. Ed è proprio la ricerca di quel fraseggio che, essendo ancora in piena fase di rodaggio e con giocatori poco abituati, crea qualche imbarazzo soprattutto quando la squadra avversaria ti pressa alto. L’errore di Caccetta sulla rete di Coralli è evidente, altrettanto evidente la ricerca di gioco anche quando le condizioni non lo permettono. Ci sono momenti della gara in cui il 4-2-3-1 offre spunti piacevoli, ma aver cambiato atteggiamento tattico a metà stagione, comporta anche delle conseguenze, fino a quando i meccanismi non verranno messi perfettamente a punto. La domanda che in tanti si pongono oggi, in virtù di una classifica che vede il Cosenza al sesto posto, ma con formazioni immediatamente dietro pronte al sorpasso, è se sia il caso portare avanti questo progetto tattico fino in fondo o puntare ad un modulo più prudente. Il presidente Guarascio, come detto in apertura, ha cambiato conduzione tecnica perché non soddisfatto del gioco espresso dalla squadra, nonostante i buoni risultati. De Angelis ci sta provando attraverso le proprie idee e la trasmissione dei concetti ai suoi calciatori, ma ci vuole pazienza. Si può aspettare?