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Crotone – Ma non era meglio giocare tutto l’anno a Cs per questa stagione?

E’ una provocazione, senza ombra di dubbio e come tale va presa. Ma forse ha un fondo di verità, soprattutto se l’ipotesi fosse stata percorsa solo per questa stagione.

Il sogno è giocare allo Scida già per la partita con il Napoli.  Ma già tre partite casalinghe sono andate via e il Crotone le ha giocate tutte lontano dalla Calabria in un “freddissimo” stadio Adriatico di Pescara.

C’era tutto il tempo per farsi trovare pronti, dato che i pitagorici, già a febbraio-marzo, avevano un piede in Serie A.

E’ stata una sconfitta per tante componenti, non per i tifosi che avrebbero avuto tutto il diritto di vedere la propria squadra disputare il campionato di Serie A nella propria città.

Ma, forse, era meglio guardare in faccia la realtà quando si era arrivati a giugno.

C’è il sospetto che con un paio di milioni (magari da dividere con le istituzioni del luogo) si sarebbe potuto mettere a norma lo stadio San Vito (goal line technology e videosorveglianza comprese) ed evitare di disputare tre partite lontanissime dal calore del pubblico.

Sono arrivate due sconfitte contro Genoa ed Atalanta che, in uno stadio totalmente rossoblu, avrebbero magari potuto avere un risultato diverso.

E il punto con il Palermo magari tramutarsi in un qualcosa di più.

Il fattore campo non è decisivo, ma conta.

Si è scelto, invece, di andare a Pescara forse per fare più rumore per la mancanza dello Scida ed evitare che una soluzione calabrese potesse in qualche modo farla prendere comoda alle istituzioni.

Impossibile giocare al Granillo di Reggio Calabria per fattori ambientali dato che difficilmente non ci sarebbe stata una levata di scudi da parte della tifoseria locale, molto più facile sarebbe stato farlo al San Vito.

A poco più di un’ora di macchina, magari con tre “sold out” (con l’aiuto degli amici cosentini) forse sarebbe stata più dura la vita per gli avversari, al di là dei limiti tecnici della formazione di Nicola.

Anche perchè pur  se il Sassuolo gioca a Reggio Emilia e il Carpi giocava a Modena nessuno ha mai messo in discussione l’identità dei club.

A maggior ragione considerato che si sarebbe trattato di una soluzione momentanea.

Andrebbe, magari, aperta un’altra questione relativa ai collegamenti tra le città calabresi e alle difficoltà negli spostamenti, ma questa è un’altra storia a cui vanno dedicati altri spazi.

Giocare allo Scida per il secondo anno di Serie A sarebbe dovuta essere la sfida.

Un doppio “challenge”: quello di sistemare lo stadio e quello di tornare a disputare la massima serie già dopo un anno.

La sensazione è che quella di giocare a Pescara sia una delle scelte che non convincono, perchè già tre partite sono andate via.

Lo “Scida”, inizialmente doveva essere pronto per la prima di Coppa Italia, poi per la prima di campionato, poi per il 18 settembre, poi per il 25 e adesso per il 23 ottobre.

Sarà la volta buona?

Se lo augurano i crotonesi e tutti i calabresi.

Dovesse saltare anche quella data cresce il sospetto che forse sarebbe stato meglio giocare a Cosenza tutto l’anno, con le spese abbondantemente coperte da incassi derivanti da “tutto esaurito” di oltre ventimila persone che lo Scida, per ovvie ragioni, neanche a regime potrà fare.7

Il Crotone a Cosenza. Una provocazione, o forse no.

Perchè all’orizzonte ci sono le trasferte contro Cagliari, Sassuolo e poi l’arrivo del Napoli.

I pitagorici sono obbligati a far punti o dopo nove giornate trovarsi a un un punto equivarrebbe ad aver già compromesso forse definitivamente il campionato.

Con il rammarico di aver giocato le prime tre partite (non così impossibili) in campo neutro.

E il Marulla pieno  e colorato di rossoblu per l’amichevole contro l’Atletico Madrid è soltanto storia recente.

Unica magra consolazione è che Inter, Juventus e Milan arriveranno a Crotone, ci si augura quando il campionato sarà ancora vivo per i pitagorici.