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Cosenza – C’è a chi il calcio di Roselli non piace, ma la storia dice che è efficace

Il Cosenza, nell’ultimo biennio, si è imposto come una delle realtà più solide dell’intero panorama di Lega Pro. La società del presidente Guarascio, senza mai fare il passo più lungo della gamba, ha saputo costruire un progetto tecnico che oggi pone ai lupi ai vertici della terza serie nazionale.

Perso il ds Melluso, uno dei maggiori artefici dello sviluppo del progetto silano è sicuramente il tecnico Roselli.

I rossoblu non hanno il budget dei club che hanno speso di più, eppure sono lì. Non molto lontani da quelli che si andranno a giocare il primato e covano persino la speranza di inserirsi nella lotta.

Eppure il tecnico, in Sila, finisce spesso nell’occhio del ciclone.  A far storcere il naso, soprattutto agli esteti del calcio, è la scelta di una tattica che appare quasi antica e superata.

Al Granillo di Reggio il Cosenza ha scelto di difendersi basso, lasciando il pallino del gioco ad una squadra che ama portare la palla, ma che allo stesso tempo fatica a scardinare fortini come quelli strutturati dagli uomini di Roselli.

Una scelta che è potuta sembrare anacronistica, ma che, indubbiamente, può essere efficace.

Può essere efficace perchè è ormai scritto a fuoco nella storia del calcio che i campionati si vincono con la difesa e la retroguardia silana, ad oggi, appare una delle più collaudate dell’intero girone C.

A Reggio, seppur molto sollecitati, non hanno sbagliato nulla.  Nulla che fosse una diagonale, un anticipo o un rinvio.

E il Cosenza, quando riparte, sa di poter contare su uomini che fanno la differenza.

Difesa e contropiede, al giorno d’oggi, possono ancora essere armi letali.

Strumenti attraverso cui l’Italia ha c0nquistato quattro titoli mondiali.

Il Cosenza, probabilmente, non regalerà mai spettacolo, ma il calcio che diverte di più è quello che ti porta a vincere.