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Calcio – Raggi: “Chi gioca con la Reggina, si porta dentro questi colori per tutta la vita”

Adesso è davvero questione di ore. Manca pochissimo all’appuntamento del 25 giugno, sale la febbre del tifo, straordinaria è la partecipazione ed il coinvolgimento. E cresce l’entusiasmo anche tra i protagonisti di questa memorabile partita, come quello di Maurizio Raggi, in trepida attesa e voglioso di tornare a Reggio Calabria per riabbracciare la sua gente: Siamo tutti felici di riabbracciare una città e un popolo per il quale, in quegli anni, abbiamo dato tutto quello che potevamo dare. Tornare a Reggio, tornare a giocare al Granillo è sempre un emozione per noi, che abbiamo vissuto la C2 e la C1 prima e la B poi, arrivando a sfiorare la Serie A. Non vediamo l’ora di riabbracciare tutti i tifosi: l’amore che ci hanno dato in quegli anni e che ancora ci danno è incredibile.

Anche quello che abbiamo fatto l’anno scorso era cercare di riaccendere l’entusiasmo. Tuttavia secondo me, non sono i tifosi ad averne bisogno, il loro amore e la loro passione non sono mai venuti meno, malgrado tutte le difficoltà. Urge invece riaccendere l’interesse ed il desiderio nella classe imprenditoriale, in maniera tale che si investa in questa realtà e la si riporti dove merita.
Ricordo bene come mi sia sentito in dovere di battere il calcio di rigore nello spareggio con la Cremonese, e di quanto pesasse quel pallone. Segnai ma alla fine in Serie A ci andarono i grigiorossi, fu una delusione grandissima. Ricordo di come arrivammo stremati a quella partita, dopo 38 giornate in cui avevamo lottato come mai nella nostra carriera e di come, secondo me, meritassimo la vittoria in quella gara. Alla fine, però, credo che dovesse andare cosi e che la Reggina fosse destinata alla promozione nel 99’, forte anche di una società più esperta.
Vedere la Reggina andare in Serie A dieci anni dopo, fu una gioia enorme anche e soprattutto per noi. Chi viene a giocare a Reggio Calabria si porta dentro questi colori per tutta la vita. Mi è capitato, nel corso della mia carriera di vincere campionati a Terni e Taranto ma nulla è equiparabile alle emozioni che ho provato in amaranto. Dopo essere andato via, pur giocando da altre parti, il primo risultato che controllavo era quello della Reggina. Per questo, i primi a gioire dopo la partita di Torino siamo stati noi dell’88.
LA SFIDA CON I RAGAZZI DEL ’99– Credo, onestamente, che ci sarà poco, pochissimo spettacolo in campo (ride, ndr). Specialmente da parte nostra il fisico, pur continuando a fare sport, non può essere quello dei tempi migliori. Alla fine la partita sarà semplicemente qualcosa di simbolico, anche se proveremo a regalare al pubblico qualche giocata di classe. Il vero spettacolo lo daranno i tifosi, sarà la loro festa ed ovviamente anche quella della Reggina…
fonte: reggionelpallone.it