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Basket – Viola, ecco il coach, si riparte da una vecchia conoscenza

di Gianni Tripodi – Non trovato l’accordo con Frates e sfumata l’ipotesi romantica Hughes, adesso il grande favorito alla panchina nero arancio è Antonio Paternoster, 46enne tecnico lucano originario di Potenza. Il direttore generale Condello in totale sintonia con la proprietà sta spingendo per riportare in riva allo Stretto il coach che ha allenato l’Audax nella stagione 2008/2009. Il primo contatto è stato positivo, entrambe le parte hanno manifestato un reciproco interesse, l’ufficializzazione potrebbe quindi arrivare nei prossimi giorni. Tra i migliori allenatori dell’A2 girone Ovest, ha vissuto una vera e propria stagione da favola con la matricola Agropoli. Secondo posto nella regular season, semifinale nelle Final Eight di Coppa Italia ed ottavi di finale nei play-off per la promozione. Con lui in panca è avvenuta l’esplosione del classe 90 Marc Trasolini (21.7) e dell’americano Roderick Jr (19.1) veri e propri trascinatori della squadra, Agropoli ha chiuso la stagione con il secondo miglior attacco del girone con 81 punti realizzati a partita e il record di 12 vittorie nelle 15 gare giocate al PalaDiConcilio. Numeri straordinari per un’annata da incorniciare per Paternoster che lo hanno così rilanciato nel basket che conta. La sua carriera da giocatore dura davvero poco, Paternoster vuole allenare. Dopo i primi incarichi nei settori giovanili potentini frequenta il corso per diventare coach ed arriva così la svolta. Diventa referente tecnico per la Basilicata alla corte di Andrea Capobianco e iniziano anche le prime esperienze da head coach a Battipaglia, all’Audax, a Molfetta e a San Severo per poi trasferirsi ad Agropoli. Quattro anni in Campania dove è passato dal 10° posto del primo anno, al 2° dell’anno successivo ed infine, alla trionfante stagione 2014/2015 con la vittoria del girone D di serie B, il trionfo nei Play-off con 8 vittorie su 8 gare e la finale di Coppa Italia. Paternoster potrebbe davvero essere il coach perfetto per la nuova Viola. Il suo credo? Le partite non le vince il singolo, ma il collettivo. Tutte le sue squadre esaltano le caratteristiche di ogni giocatore, il suo grande lavoro e la sua grande professionalità fanno il resto. Sarà davvero l’uomo giusto per rilanciare la Viola?