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Calcio – La favola eccezionale. La Reggina, è il Leicester che non ce l’ha fatta

Riceviamo e pubblichiamo

La più bella favola del calcio mai scritta, e forse anche della vita.
L’umiltá, la passione, la sportivitá e la voglia dei “foxes” di vincere il loro primo grande trofeo storico resteranno negli annali di ogni sportivo.
Ma io sono un po’ fuori dal coro, proprio perché mi rendo conto che questo osannamento e questa voglia di crederci anche quando sei nettamente più scarso va più di una semplice vittoria di Premier League.
Sapete Leicester ha 285.000 abitanti e lo stadio ha una capienza di 32.000 posti a sedere.
La mia cittá ha 185.000 abitanti dei quali 70.000 emigrati nel mondo e ha uno stadio con una capienza di 27.543 posti.
Il dato scioccante è che le proporzioni sono simili, che i colori sono diversi, che i campionati sono diversi, la lingua è diversa e i cittadini ahimè sono diversi. Quando si stava nell’olimpo del calcio per le strade si festeggiavano i colori di altre squadre vincenti. Mi ci metto in mezzo anche io qualche volta per quel Milan stellare dovuto ad un passato Pellaroto, ma la mia passione ha il colore amaranto, e ogni stagione calcistica che passa mi viene sempre il magone per quello sport eccezionale che è il calcio, ma ancor di più per quel senso di appartenza che mi davano le 4 gradinate fradicie del Granillo.
Ora, bella la favola del Leicester, ma siamo 34 volte campioni, ma anche il “cloeub” più intitolato al mondo e gli unici ad aver fatto un triplete senza mai scendere in B. Il calcio in Italia è diverso direte, e avete ragione, ma la passione non deve morire, e i tifosi del Leicester lo sanno bene credendoci sempre.
La Reggina, quella squadra che snobbate, e avete snobbato, indipendentemente da Lillo, quello è il Leicester che non ce l’ha fatta. Viva l’umiltá quindi… ”i poveracci che vincono i potenti e le lobby”.
Siamo la cittá più povera d’Italia, se volessimo comunque precisarlo.
Francesco Benedetto