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C/5 – Corigliano, Toscano: “La serie A è bella da vivere, c’è bisogno di organizzazione”

Per la seconda stagione consecutiva il Corigliano ha centrato la permanenza nella massima categoria Nazionale, facendo meglio della scorsa quando la salvezza è maturata dallo spareggio playout. Considerato il blasone delle avversarie affrontate e cosa da non poco, misurarsi con realtà decisamente più grandi della cittadina jonica il traguardo raggiunto, amplifica a dismisura i meriti di una società e di un gruppo che, ha fatto della propria coesione il punto di forza. A traghettare la squadra verso la salvezza ancora una volta è stato il coriglianese d.o.c. Giovanni Toscano il quale, dopo tanta gavetta nei campionati minori, con umiltà e molto lavoro, ha appreso i dettami di un futsal in continua evoluzione riuscendo a stimolare e motivare i giocatori facendo renderli al massimo delle proprie potenzialità. Giovanni Toscano malgrado sia stato più volte nel quintetto top della settimana, non è un tecnico che ama le luci della ribalta ma, un grande lavoratore che antepone nel ruolo di protagonisti i giocatori. Doveroso, quindi, conoscere meglio un allenatore emergente molto quotato a livello Nazionale.

Malgrado le difficoltà incontrate nel corso della stagione lei ha centrato con un turno di anticipo il traguardo della salvezza guadagnandosi l’appellativo di mister dei miracoli. La inorgoglisce questa definizione?

Preferisco evitare questa terminologia che reputo più giusta per eventi clamorosi ed inspiegabili. La sola cosa che ti fa raggiungere degli obiettivi è il duro lavoro credendo fermamente in quello che si fa.
Ci tracci il suo personale bilancio dei questo campionato.

Per quel che mi riguarda non posso che essere soddisfatto, è stata una grande stagione per vari motivi. Per prima cosa aver raggiunto l’abilitazione di primo livello a Coverciano vivendo una esperienza unica e fantastica conoscendo colleghi meravigliosi. In secondo luogo aver raggiunto un grande obiettivo la salvezza con un turno di anticipo.

Ci dica qualcosa di più sul campionato del Corigliano.

Non è stato semplice centrare questa seconda salvezza. Abbiamo sofferto gioito e lavorato convivendo tra mille difficoltà.
Eppure siete stati primi in classifica.

In effetti abbiamo iniziato bene il campionato stazionando per le prime sei giornate, in testa alla graduatoria. Tanto era l’entusiasmo che accompagnava la squadra tuttavia, si è sempre voluti mantenere un profilo basso invitando i ragazzi a restare con i piedi per terra.

Poi cosa è accaduto?

Diciamo che veleggiando sulle ali dell’entusiasmo ci siamo illusi di potere competere con le squadre più blasonate e nella seconda parte del girone di andata, questa eccessiva fiducia ci ha fatto commettere una serie di errori tanto da non riuscire a vincere partite anche alla nostra portata tant’è che, per un punto, non abbiamo raggiunto la final eight.
Quindi è stato l’eccessivo entusiasmo a frenare la squadra?

Non proprio. Con le partenze di Japa, Juanpe e Coco il gruppo, subisce un crollo perdendo le certezze acquisite. Per evitare il tracollo verticale, è stato necessario effettuare un lavoro psicologico facendo capire ai ragazzi che, non potevamo gettare la spugna di contro, continuando a credere nelle nostre potenzialità in quanto meritavamo dopo tanti sacrifici di continuare a militare nel campionato di serie A.

Quando c’è stata la svolta?

Devo premettere che, nonostante tutto abbiamo disputato grandi partite regalando emozioni. Questi segnali sono stati fondamentali consentendo alla squadra di ritrovare la fiducia smarrita e gara dopo gara infatti, sono arrivate due grandi vittorie contro Latina e Montesilvano raggiungendo il nostro grande obbiettivo migliorando di fatto, il rendimento della stagione passata.
Sulle base dell’esperienza maturate cosa serve alla società per stabilizzarsi nell’elitè del futsal?

La serie A è bella da vivere però c’è bisogno di organizzazione. La società va capita dal punto di vista economico perché fa tanti sacrifici nel campionato di massima serie ma, anche la città deve comprendere che la squadra ha bisogno di loro.

Eppure non sembra che i tifosi abbiano snobbato i propri beniamini

Non volevo dire questo infatti, non è mai mancato il supporto dei nostri tifosi ma, sono sempre più convinto che sì può fare di più.
Quali sono le sue indicazioni?

Spero la società possa organizzare al meglio la prossima stagione. Con questo breve auspicio voglio ringraziare tutta la squadra, la società e gli addetti al lavoro sperando si capisca che, dopo questo grande risultato, le vittorie ed il raggiungimento di obiettivi arrivano solo se si è tutti uniti sia nel bene che nel male. Infine ringrazio la mia famiglia che considerato il gravoso impegno di allenare una squadra di serie A mi ha costantemente supportato. Fare il tecnico a questi livelli, richiede tanto lavoro a volte sacrificando del tempo da non poter dedicare ai propri cari.
fonte: calabriafutsal.it