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San Giorgio nel caos, Caridi tuona: “Taglieri fuori rosa”. Scevola si dimette

Sono giorni convulsi in casa San Giorgio per via di tutta una serie di situazioni abbattutesi nel giro di poche settimane sul sodalizio neroverde. Il San Giorgio è infatti passato dal -3 dalla vetta e da un nobilissimo secondo posto a una flessione che l’ha scaraventato al quarto posto della graduatoria, dando strada alle rivali Bianco e Pro Pellaro, e di conseguenza costringendolo a una risalita difficile, tenendosi ad ogni modo in linea con gli obiettivi societari, malgrado spiacevoli inconvenienti che stanno inevitabilmente influendo sullo stato d’animo di tutto il gruppo.
Durante il big-match del Polivalente Pasquale Stanganelli disputato contro la Gioiese, mister Massimo Scevola ha accusato un lieve malore che lo induce a prendere serie precauzioni sulle sue condizioni di salute. In seguito a ciò, Scevola ha rassegnato le sue dimissioni, impossibilitato settimanalmente a dirigere gli allenamenti e stare con la squadra, ora più che mai che il gruppo ha bisogno di un timoniere che indichi la retta via per uscire dal tunnel. Pertanto, al mister si era chiesto di accettare l’affiancamento di una figura preparata visto il suo periodo, ma lui ha rifiutato, dimettendosi e venendo quindi meno al patto con i giocatori, che lo avevano riportato in panchina dopo l’esonero post-Val Gallico. La società, a titolo precauzionale, aveva pensato all’affiancamento per tutelarsi da responsabilità di eventuali altri malori.

La società e il presidente Bruno Caridi hanno dovuto tenere conto anche di alcuni atteggiamenti non in linea con l’etica prestabilita ad inizio stagione, particolarmente infranta dall’attaccante Stefano Taglieri, il quale ha più volte violato il “codice etico interno”. Il tesserato, recidivo da alcuni atteggiamenti spiacevoli, è pertanto stato messo fuori rosa sino al termine della stagione per volontà di Bruno Caridi e dello staff dirigenziale, con in testa il direttore sportivo Antonino Laganà:

“Si sono verificati, in rapida successione, alcuni comportamenti non in linea con i valori che in una squadra di calcio, in un team di lavoro, dove si converge tutti nella stessa direzione nel tentativo univoco di raggiungere gli obiettivi prefissati, bisogna necessariamente avere dall’inizio alla fine di una stagione – ha detto il presidente – , collettivamente ed individualmente, se si condividono all’unanimità determinate ambizioni. Qui c’è gente che si nutre di ambizioni quotidianamente, anche con il gesto più insignificante fa capire quanto ci tiene alla causa San Giorgio. Altri invece, credono gli sia tutto dovuto – ha tuonato il patron Caridi – e allora siamo costretti a prendere i dovuti provvedimenti”. Interviene anche il ds Laganà:

“Da tempo la dirigenza credeva nella poca correttezza di Taglieri, dal gol a porta libera sbagliato evidentemente di proposito con il Mammola, al gol fallito con le stesse modalità a Bovalino – ha chiosato Laganà – , dove ad oggi con il rigore fallito, scavalcando le gerarchie con lo Hierax, ci ha portati un danno di 6 punti in meno in classifica. Per i legami con il mister, questo atteggiamento avveniva dal calciatore dopo aver esonerato Scevola nel mese di gennaio. Ed è stato allontanato dallo spogliatoio non dal presidente – ha chiarito il ds prima di concludere – . Sono stati i compagni a non volere più Stefano Taglieri nello spogliatoio”

“Complice la situazione della guida tecnica, di cui già sapete – ha continuato il presidente Bruno Caridi – abbiamo deciso di virare su una soluzione interna e a tal proposito il nome di Nino Falduto è la scelta più azzeccata, considerata la sua esperienza e il suo ascendente verso il gruppo. Una notevole mano negli allenamenti, data la sua figura carismatica, sarà data da Massimo Di Lorenzo, che ricoprirà compiti prettamente sulla parte atletica, vista l’improvvisa defezione del professore Francesco Alati. Ci auguriamo possa presto risolvere alcune vicissitudini che lo terranno lontano per alcuni mesi dal progetto – ha concluso Bruno Caridi – e tornare a dare il proprio contributo, sia in veste dirigenziale, che sul campo, come in principio era stabilito”