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Basket – Viola, la rinascita di Brackins. Adesso Craig gioca e si diverte

di Gianni Tripodi – Craig, in Italia, c’era già stato. Nell’estate del 2012 infatti, venne ingaggiato dall’Angelico Biella, osannato come nuova stella del campionato italiano per essere arrivato direttamente dall’NBA, sul nativo di Lancaster si crearono molte aspettative, ma quando iniziò la stagione l’entusiasmo andò pian piano spegnendosi. Siamo a fine dicembre, dopo solo 10 incontri disputati con 12.8 punti e 5.4 rimbalzi a partita, la società piemontese decide di tagliarlo per problemi fisici, un infortunio al polso che ne condizionò il rendimento, ma soprattutto l’atteggiamento sul parquet.
Deluso dall’esperienza italiana, consapevole di essersi giocato male le sue carte, Craig torna nella sua Los Angeles. Dopo qualche partita in D-League decide però di ritentare l’esperienza europea, non più quella italiana però, ma bensì quella polacca e poi quella turca con discreti risultati.
Ad agosto del 2015 arriva l’offerta dei nero arancio. Si torna in Italia? Craig ci pensa su, ci riflette e alla fine decide di riprovarci. E’ il gran colpo di mercato della Viola! Ancora una volta si creano delle aspettative sul giocatore, forse un po’ troppo eccessive da parte di tutta la stampa, ma che per un giocatore scelto al Draft NBA ci stanno tutte. Sbarca in riva allo Stretto in sovrappeso, non nelle migliori condizioni fisiche e anche i tifosi se ne accorgono già dalle prime uscite stagionali. Nonostante ciò è l’MVP del torneo di Legnano sfiorando la tripla doppia nella finale con 26 punti, 15 rimbalzi e 8 assist, la tifoseria inizia a ricredersi.
Inizia il campionato, complice un rendimento sottotono da parte di tutta la squadra, Craig è il primo a farsi notare in negativo per il poco impegno, per l’atteggiamento soft, per l’essere sempre sovrastato a rimbalzo da giocatori più piccoli di lui, per i facili appoggi sbagliati, venendo così identificato come uno dei principali colpevoli.
L’avvio di Craig è decisamente stentato, nelle prime quattro partite mette a referto 9.2 punti e la sua faccia triste e sconsolata ogni qualvolta viene fatto accomodare in panchina sembra essere l’epilogo del suo addio, il secondo dal nostro Paese.
A metà settembre sono sempre più forti le voci di un suo taglio, ma la società continua a dargli fiducia. Le sconfitte continuano ad arrivare e la Viola non ottiene i risultati sperati, Brackins viene anche fischiato, arriva così l’esonero di coach Benedetto, siamo a novembre. Dopo cinque giorni arriva il dietrofront della società, torna il coach reggino e assieme a lui una new entry, Kim Hughes, la storica bandiera nero arancio, è la svolta per Craig.
Anche Hughes arrivò in Italia direttamente dall’NBA, la sua prima stagione fu con la canotta della Virtus Roma per poi approdare in riva allo Stretto l’anno successivo diventando un idolo indiscusso della Viola di “quegli anni”.
Hughes diventa il suo mentore. L’uomo che fino ad ora è riuscito a cambiarlo. I suoi allenamenti “personalizzati” con gli atleti USA sono stati più efficaci del previsto. Craig ha ritrovato quell’entusiasmo che aveva ormai perso, come persi, finalmente, sono quei chili di troppo da quando è arrivato a Reggio, quasi dieci!
Dall’inizio del nuovo anno, negli ultimi quattro incontri disputati ha registrato 15.2 punti di media a partita con il 70% dal campo. L’atteggiamento è quello giusto, i tifosi e la stampa che lo avevano tanto criticato adesso stanno cominciando a ricredersi, serviva una scossa, ci voleva del tempo, quel tempo che Craig ha utilizzato giorno dopo giorno in palestra per cercare di migliorarsi e aiutare la Viola a rialzarsi.
Durante l’ultima partita casalinga contro Ferentino Craig ha realizzato 16 punti con il 60% dal campo conditi da due schiacciate perentorie ad entusiasmare il pubblico del Pala Calafiore. Non contano tanto però le statistiche a fine partita, ma la grinta che adesso mette sul parquet, Craig è più sereno e lotta su ogni pallone, è così che ha ritrovato gli applausi del suo pubblico, quel pubblico che l’ha sempre criticato, giustamente, per spronarlo a migliorare. Craig adesso l’ha capito e ogni qualvolta segna un canestro sorride, adesso si che si diverte e la Viola può finalmente contare su di lui.