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Calcio, Prima Categoria – Lo stupefacente San Giorgio ha il segreto Sartiano

In questo San Giorgio che sta stupendo sempre più, uno dei protagonisti assoluti è senza dubbio Demetrio

Sartiano, il motorino di centrocampo che mette al servizio della squadra grande corsa e altrettanta

fantasia, oltre alla straordinaria qualità di saper occupare diligentemente più di un ruolo. Lo vedi a destra,

lo vedi a sinistra, sulla fascia, esterno basso, in mezzo, nel cuore del gioco. Lo stesso cuore che ci mette in

novanta minuti ed oltre. Sartiano si è man mano consacrato, mai una parola fuori posto, sempre nel suo,

mai sopra le righe, poco spesso in vetrina, quella che si è guadagnato soprattutto negli ultimi due anni. La

poliedrica mezz’ala non fa parlare di sè insistentemente, preferisce rimanere sornione e fare i fatti sul

campo, ma per una volta, siamo riusciti ad avvicinarlo anche fuori, prima della sgambata in amichevole in

programma alle 17.30 a Gallico contro il San Giuseppe, squadra di Promozione. Quella categoria in cui il San

Giorgio spera di arrivare alla fine dell’anno. Inutile nascondersi, lo pensa anche lui:

“A Gioia Tauro abbiamo fatto una grande partita, una grande prestazione d’orgoglio e di voglia, ci abbiamo

creduto, ma non solo domenica – ha esordito Sartiano – Direi che abbiamo le carte in regola per giocarci

qualcosa di importante. Questa è la riprova che questo collettivo ha grande carattere e grandi qualità

umane. Era già successa la stessa cosa a Siderno contro il Gioiosa, solo che lì siamo stati beffati, dopo la

nostra grande rimonta, da un calcio di punizione che ha deciso la gara in favore dei biancorossi. Questa

volta ci è girata bene, ma no è un caso. Il San Giorgio è una matricola in Prima Categoria, ma nei nomi e

nelle persone che compongono questa società non ha nulla da invidiare ad altre squadre dal blasonate più

altisonante, e lo dico senza presunzione”

Sartiano pensa che in società ci siano tutte le condizioni possibili per raggiungere gli obiettivi prefissati

all’inizio della stagione con l’ambizioso presidente Bruno Caridi. A tal proposito, le opinioni del giocatore

sono inequivocabili:

“Mi aspettavo questo risultati da parte della nostra squadra, siamo un gruppo validissimo – ha proseguito

Sartiano – anche grazie a un allenatore e un preparatore atletico che secondo me fanno parte dei migliori

nei loro rispettivi ruoli. Così anche gli acquisti del mercato estivo e di quello invernale. Rispetto all’anno

scorso ci sono elementi con grande esperienza che hanno sostituito e aumentato il livello qualitativo e lo

dicono le loro carriere. La società non ci fa mancare niente e sa quello che vuole. Se siamo attualmente il

miglior San Giorgio? Non lo so, secondo me possiamo ancora migliorare, abbiamo ottime potenzialità e se

teniamo i piedi per terra, sappiamo di poterci togliere enormi soddisfazioni”

In estate sono arrivate molte richieste per il motorino ex Mosorrofa, ma l’unità d’intenti e la voglia di

abbracciare un progetto ambizioso hanno convinto il giocatore a restare, ottenendo piena fiducia tra l’altro

da parte dell’allenatore Massimo Scevola:

“Dopo il confronto che ho avuto con un grande uomo come mister Scevola – ha detto Sartiano – non ho

avuto dubbi sul mio futuro e con grande voglia ho condiviso il progetto del presidente Caridi, con il quale ci

siamo seduti e ci siamo trovati d’accordo su tutto. Alla società non posso dire nulla, attorniata da grandi

persone che mi sono venute incontro su molti aspetti. Il San Giorgio non è solo una squadra, ma una grande

famiglia e insieme possiamo crescere sempre di più. Sono convinto che il percorso che sto facendo al San

Giorgio – ha aggiunto il calciatore neroverde – gioverà a me e alla società, quindi mi sento di dire che siamo

in piena simbiosi e facciamo l’uno il bene dell’altro”

Quello che stupisce di Sartiano è la sua capacità di saper interpretare più di un ruolo, non solo in mezzo al

campo, ma anche sulle fasce, lo scorso anno infatti lo abbiamo visto anche nel ruolo di terzino, dove adesso

sta trovando nuova linfa con la freschezza e la sana incoscienza di Pietro Speziale, un altro che di duttilità

ne ha da vendere:

“Questa mia propensione ad adattarmi a più di un ruolo? Sicuramente ha radici lontane e devo molto al

settore giovanile della Reggina, nel quale sono cresciuto. E’ vero, anche Pietro sta giocando alla grande in

un ruolo non suo, ma questo non vuole dire non poterlo interpretare allo stesso modo di quello naturale.

D’altronde, le scelte vanno fatte dal mister e lo ritengo un allenatore molto preparato che non lascia nulla al

caso. Quindi giocare in un ruolo piuttosto che in un altro non fa differenza, l’importante è essere sempre al

servizio della squadra. Nella fattispecie, devo ringraziare i mister che mi hanno cresciuto e che mi hanno

aiutato a migliorare tanto, sacrificandomi in parecchie zone del campo. Da qui questa mia duttilità, che

sono convinto sia in ognuno di noi. Basta tirarla fuori e uno come Pietro è da elogiare per il suo impegno. Il

ruolo è indifferente, l’importante è sudare la magliae fare tutto ciò che rientra nelle proprie possibilità per

lei”

Infine un pensiero sul campionato e per chi, nella vita di tutti i giorni, trasmette tranquillità e benessere

psicofisico al giovane Sartiano, dalla squadra agli affetti personali:

“Per decidere il campionato la strada sappiamo che è ancora lunga. Il campionato di Prima Categoria ti

pone davanti squadre molto attrezzate, in campi molo ostici. Sarà dura, ma bisogna sempre pensare partita

per partita, dare il massimo in allenamento e seguire le direttive del mister Scevola e del professore Alati,

vita la loro genuinità del lavoro. Il resto lo facciamo noi in campo e sappiamo dove dover migliorare per

cercare di ottenere qualcosa di importante. Noi ci crediamo e cerchiamo di crescere insieme, sotto ogni

aspetto tecnico-tattico, in allenamento e in partita. I risultati diranno cosa ci siamo meritati a fine stagione.

Cerco sempre di dare il massimo e di migliorare ancora la forma fisica, so che posso dare ancora tantissimo

a questo San Giorgio, anche grazie alla quotidianità, che mi trasmette la giusta tranquillità. Senza ombra di

dubbio, la tranquillità in una società, per un calciatore, la possono garantire il mister, chi ti sta intorno, il

prof. Alati e tutto il resto. Un grazie va a chi mi segue e ci segue. Se gioco al meglio, è anche merito della

mia ragazza, Angela – ha concluso Sartiano – che non mi dà nessun problema e condivide le mie passioni,

questo è molto importante per un calciatore. Un grazie anche a quei giornalisti che ci seguono con molta

obiettività e ci fanno sentire protagonisti, per quanto possa essere meritocratico. Spero che tutto questo

possa solo portare benefici a tutto l’ambiente”