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Zorzi, uno dei miti Viola a Reggio Calabria: “Emozione unica. Quanti ricordi…”

di Pasquale Romano –

Coach 1000 panchine. Tonino Zorzi é un´istituzione per l´intero movimento del basket italiano, i numeri solo uno dei fattori che hanno consegnato il tecnico goriziano alla storia. A Reggio Calabria, da tecnico della Viola a piú riprese, pagine importanti di una carriera sconfinata. Domani l´Old Star Game che permetterá di rivedere al Palacalafiore i miti di un tempo, Zorzi non nasconde l´emozione: “Lo sono piú del solito, che piacere rivedere dopo tanto tempo i ragazzi che facevano parte di un gruppo davvero unico. Parlare di quei giocatori é un pó come parlare della mia famiglia, tanto era l´affetto  che ci legava. Ho avuto la fortuna di avere al mio fianco persone speciali, che hanno saputo sopportare il mio brutto carattere”.

L´occasione é ideale per ricordare episodi e annedoti, addolciti dalla distanza temporale: “Ringrazio tutti i giocatori, ad uno ad uno, anche quelli che ho inseguito nello spogliatoio come Attruia. Fortuna che Tolotti mi fermó in tempo, magari le avrei prese -racconta divertito Zorzi- Impossibile citare tutti, voglio ricordare tutti i presidenti avuti, e gli assistenti come Gebbia, grande scopritore di talenti, o Bianchi”. Quella Viola é rimasta scolpita nella memoria dei tifosi neroarancio, domani ci sará la possibilitá di rivedere gli idoli di un tempo. I successi dell´epoca possibili grazie al perfetto mix tra tutte le componenti. Tifoseria appassionata, squadra determinata e combattiva, un tecnico che non odiava nulla come le sconfitte….: “Quando perdevamo, sul bus i giocatori scappavano in fondo, nessuno voleva sedere accanto a me -assicura Zorzi- sicuri di mie reazioni isteriche. Quei giocatori hanno capito il senso delle mie notti insonni, alla ricerca di tutti i dettagli possibili”.

Fiume in piena esattamente come nei decenni trascorsi prima in campo e poi in panchina, Zorzi rivive con piacere ed emozione le avventure vissute in riva allo Stretto. Innumerevoli gli esempi di giocatori forgiati dal tecnico goriziano (Mazzarino, Eze), cresciuti a dismisura e lanciati nel grande basket dopo il percorso comune: “Era una squadra forte, ma soprattutto vogliosa di migliorarsi. Per stimolarli dicevo che erano campioni del mondo solo a tavola, ma in realtá non era cosi. Dan Peterson una volte mi disse che per quelle sette partite che feci alla guida della Viola meritavo il titolo di coach dell´anno, credo sia una delle poche volte che fu sincero…”.